domenica 30 dicembre 2007

Quando la Natura (inconsapevolmente) aiuta i furbi

“Ho iniziato a studiare il fenomeno della dipendenza del libero mercato dal potere dello shock quattro anni fa, nei primi giorni di occupazione dell’Iraq. Dopo aver fatto la corrispondente da Baghdad, dove avevo raccontato dei falliti tentativi di Washington di far seguire alla dottrina Shock and Awe la shockterapia, sono andata in Sri Lanka, diversi mesi dopo il catastrofico tsunami del 2004, e lì ho assistito a un’altra versione della stessa manovra: gli investitori stranieri e i prestatori internazionali si erano uniti allo scopo di sfruttare l’atmosfera di panico per consegnare l’intero litorale a imprenditori che vi costruirono grandi villaggi turistici, impedendo a centinaia di migliaia di pescatori di ricostruire le loro case vicino al mare. 'Con un crudele rovescio di fortuna, la natura ha offerto allo Sri Lanka un’opportunità unica, e da questa grande tragedia sorgerà un importante polo del turismo internazionale' annunciò il governo dello Sri Lanka. Quando poi l’uragano Katrina colpì New Orleans, e la pletora di politici conservatori, think tanks e imprenditori edili iniziarono a parlare di tabula rasa e fantastiche opportunità, fu chiaro che il metodo privilegiato per imporre gli obiettivi delle grandi imprese, adesso, era quello di usare i momenti di trauma collettivo per dedicarsi a misure radicali di ingegneria sociale ed economica. La maggior parte dei sopravvissuti a un disastro devastante vuole ben altro che una tabula rasa: vogliono salvare il salvabile e iniziare a riparare ciò che non è stato distrutto, vogliono riaffermare il proprio legame con i luoghi in cui sono cresciuti...”.

Da: “Shock Economy” di Naomi Klein – giornalista ed autrice del best seller “No logo”- che trasforma oltre 600 pagine in un agghiacciante e argomentato atto d’accusa contro un capitalismo di conquista per il quale, sfruttando cinicamente i disastri naturali e sociali, "ricostruire" non significa "recuperare" ciò che è andato perduto come nuovo punto di partenza, ma spianare la strada ad operazioni economiche a vantaggio di pochi e non della collettività. Il tutto anche sostenuto da istituzioni internazionali come la Banca Mondiale (finanziata indovinate da chi? Da noi contribuenti, naturalmente!) che ha concesso gli aiuti sotto forma di prestiti (e non donazioni) e incentivato i governi alla privatizzazione.

venerdì 21 dicembre 2007

In ferie!


Oggi per me iniziano le vacanze natalizie.
Mi piace chiamarle così, è un'espressione che mi fa tornare bambina.
Avrò più tempo per assaporare la quotidianità e lo scorrere calmo delle ore, per apprezzare le cose più piccole e impercettibili e osservare con sguardo più attento la mia realtà.
Le vacanze, per me, servono a questo.
Non mi importa di serate chiassose, vestiti brillanti, lustrini, viaggi oltreoceano e regali da re mida: basta l'amore delle persone che mi conoscono, basta saperlo ascoltare e curare, basta farlo crescere con attenzioni ricambiate, tutto qui.
Queste per me sono le vere "vacanze"...

Post Scriptum
Cliccate sull'immagine in alto: è un augurio sincero per ognuno di voi che passa da queste parti...

mercoledì 19 dicembre 2007

Un caso... Speciale

Alla vergogna non c’è limite.
La vergogna è quella conseguente al comportamento dell’ex Generale delle Fiamme Gialle.
Il limite è quello che, il soggetto di cui sopra, ha scavalcato ripetutamente, con vicende che lo hanno visto protagonista grazie a macchinazioni subdole, atte ad avvantaggiare interessi più personali che comunitari.
Alcuni articoli apparsi in questi giorni sul quotidiano “La Repubblica”, sono riusciti a mettere in evidenza tutte le contraddizioni e le ambiguità di una situazione decisamente complessa, giocata tra lo Stato e uno dei suoi più alti funzionari. Provo a riassumerle (parti in corsivo virgolettate) con evidente imbarazzo, quello di una persona che, completamente estranea ai fatti e a quel genere di (im)moralità, guarda le vicende con occhio stupito e incredulo. Mi riservo di esprimere qua e là alcuni piccoli commenti o fare incisi per una maggiore chiarezza, che troverete rigorosamente espressi tra parentesi.
“Il tribunale amministrativo del Lazio accoglie il ricorso del generale. Il governo ha molto pasticciato nel sostituirlo. Non ha più nessuna fiducia in quell'ufficiale eppure, per liberarsene, lo propone per la Corte dei Conti. Primo errore (e classico controsenso tutto italiano...). Poi, l'Esecutivo ci ripensa. Speciale l'ha fatta troppo grossa per ottenere un qualsiasi altro incarico di prestigio e senza ‘una corretta e precisa motivazione (sostiene il Tar) e non secondo procedure acconce' , Speciale viene sostituito. Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa rende pubblica dinanzi alle Camere la necessità di allontanare un ufficiale sleale e inidoneo. Nomina il suo successore, senza revocarne l'incarico. Secondo errore" (ma chi ci governa? Persone che non conoscono nemmeno le procedure giuridiche?).
L’eccesso di potere (del ministro) e l’abuso di potere (di Speciale) vanno in conflitto ma da che lato penderà la bilancia?
“L'errore del governo fu di non rendere esplicite le ragioni dell'insoddisfazione per il comando di Speciale e di non fare della trasparenza di un'istituzione essenziale come la Guardia di Finanza una questione pubblica (magari per risparmiare alla stessa e allo Stato un giudizio generale tutt’altro che positivo). Lo stesso ingenuo errore è stato commesso quando finalmente è apparso chiaro che Roberto Speciale andava sostituito. Invece, di rendere pubbliche fin da subito le sue condotte, si è cercato in generale il compromesso (con buonuscita rigorosamente di prestigio: un incarico alla Corte dei Conti)”.
Insomma, ci troviamo davanti ad una storia in cui non si sa se sia "più sorprendente il dilettantismo amministrativo del governo o la cieca timidezza che impedisce all'Esecutivo di scorgere (e affrontare con energia e tempestività) avversari politici e scorretti servitori dello Stato”.
Ma veniamo al motivo pratico del contendere, quello che in qualche modo ha sollevato l'indignazione di ognuno di noi.
“Speciale volava. Ogni volta che poteva. E mai solo. Volava persino nel cortile di casa, appena fuori il Grande Raccordo anulare. Tra un umiliante battere di tacchi e i moccoli dei piloti di stanza a Pratica di Mare. Accade il 5, il 9 e il 12 dicembre del 2003. Accade di nuovo il 24 giugno 2004, il 13 novembre e il 18 dicembre 2006, il 12 febbraio e il 29 maggio 2007. Il generale deve raggiungere Ostia, viale delle Fiamme Gialle, sede della scuola di polizia tributaria. Da viale XXI aprile, sede del Comando Generale, sono 38 chilometri di asfalto. In auto e senza sirena, 45 minuti, al costo di 5 euro di benzina. In auto e con sirena, la metà (almeno in termini di tempo). L'uomo non sembra resistere alla sua passione per il volo anche quando palesemente incongrua e difficile da giustificare con l'argomento della dovuta rappresentanza istituzionale. Il primo di luglio 2004 e il 9 maggio di quest'anno la sua coscienza lo convince dell'opportunità di raggiungere i luoghi di Padre Pio. Nella prima occasione (che il Comando Generale annota come "Celebrazione eucaristica per la consacrazione e dedicazione della nuova chiesa di san Pio"), si porta dietro la moglie. Nella seconda, infila l'omaggio al Santo durante un'ispezione al Comando regionale del Molise. Anche perché l'uomo non ama perdere il suo tempo. Come si può vedere dal dettaglio dei voli su Capri. Nell'isola, il generale è un habitué (e ivi soggiorna in un hotel a cinque stelle mai da solo). Il 15 agosto 2005 (una delle quattro volte, in cui nello stesso mese il generale è dato su per aria), organizza l'elicottero per sé, il suo capo di Stato maggiore e le rispettive mogli: un andirivieni che preleva il quartetto a Capri, lo aspetta a Roma, e, a incombenza terminata, torna a depositarlo sull'isola”.
Chiudo qui con i "fatti" che è comunque possibile approfondire sbirciando nei dettagliati dossier on line. Ma come reagisce, al contempo, il mondo politico circostante? Fanno sorridere le invettive dei paladini Gasparri e Buttiglione (dell’esimio ex generale compagni di... avventure) che osannano le dimissioni di Padoa-Schioppa, fa pena l’atteggiamento di Speciale che, coprendosi di un'aura di riprovevole vittimismo, rassegna impossibili dimissioni, fa riflettere (e sperare... chissà) il piglio di D’Arrigo che al vanto di una fierezza tutta militare sostiene che “E' coerente con le istituzioni un finanziere che pensa che la Guardia di Finanza è un'istituzione dello Stato, una risorsa del Paese, non uno strumento buono per l'affermazione di interessi privatistici, di parte”.

Post Scriptum
Di solito consiglio un libro coerentemente al contenuto del post. Oggi, in fede al motto dantesco "non ti curar di loro..." preferisco segnalare "Libroterapia - Un viaggio nel mondo infinito dei libro, perché i libri curano l'anima", breve saggio di Miro Silvera edito da Salani.

domenica 16 dicembre 2007

Pensieri settimanali 3

Domenica 16 dicembre: per la prima volta il Cavaliere sta per partecipare, di persona e in diretta, ad un programma sportivo (Controcampo – ore 18,15 circa). Forse in questo contesto, se la caverà meglio di quando è stato al governo… a chiunque va data una seconda possibilità, no?

Sabato 15 dicembre: tiene banco il caso Speciale. Sono dell’opinione che, se come sostiene il Ministro Di Pietro, un rappresentante del governo non ha la facoltà di rimuovere dall’incarico quello che è (o dovrebbe essere) il simbolo delle Fiamme Gialle, è ugualmente vero che lo stesso esimio signore non è autorizzato a fare abuso delle risorse dello Stato per meri scopi personali.

Venerdì 14 dicembre: “Firenze ruba i bambini ai zingari” tuona il quotidiano “Liberazione”. Il titolo dell’articolo è d’effetto ma anche il suo contenuto fa riflettere…

Giovedì 13 dicembre: ho scritto al Presidente Bertinotti. In qualità di cittadino italiano, di tesserato del suo partito e di rappresentante del “popolo sovrano” (Grillo dixit), attendo una risposta al mio quesito circa la sua assenza il giorno del funerale degli operai di Torino. Come, proprio lui, il presidente-operaio? Sempre parole, tante parole e pochi (molto pochi) fatti. Vi informerò tempestivamente sugli eventuali sviluppi.

Mercoledì 12 dicembre: 400mila copie e già 10 edizioni. Vorrei proprio guardare in faccia chi ha acquistato una copia dell’ultima operazione-marketing di Bruno Vespa… è poi venitemi a dire che non ha ragione LauBel

Martedì 11 dicembre: sono entrato in tabaccheria (mea culpa, fumo). Il proprietario, proprio accanto al box contenente i numerosi pacchetti di sigarette, ha apposto il cartello “Vietato Fumare”… Classici controsensi all’italiana...

Lunedì 10 dicembre: dopo il telegiornale delle 7, Fini e Berlusconi hanno ribadito il divario che li sta sempre di più allontanando… a chiusura del servizio l’illustre cittadino di Arcore ha sottolineato: “Siamo alle comiche”… Se lo dice lui!

giovedì 13 dicembre 2007

Tutti scrittori!

Una volta si trattava del ruolo di un intellettuale che, virtualmente posto su un gradino più alto della gente comune, osservava il mondo circostante per descriverlo con comprensione, passione e più o meno obiettività. Si parlava di “realismo”, “romanticismo”, “illuminismo” nel caso in cui l’intellettuale dava maggiore enfasi alla realtà, al sentimento, alla ragione. Tutto però sempre nello stile del “bello scrivere”, con l’intento comunicare un’idea solo per il gusto di farlo, di illustrare un episodio o descrivere un’emozione solo per il gusto di condividerlo con gli altri. La scrittura come sintomo di una febbricitante voglia di trasmettere con il mondo circostante, amorevolmente invaso con la discrezione di un intellettuale che cammina sulla realtà in punta di piedi. Numerosi sono gli scrittori che, trascurati o boicottati in vita, sono diventati famosi solo dopo la morte ed altri che, omaggiati e riveriti in vita, sono invece stati presto dimenticati. E' una legge della natura.
Oggi, però, all’orizzonte si profila una nuova figura “intellettuale”: immorali avvoltoi assoldano furfanti ed impostori perché raccontino le loro storie ad un pubblico meschino e sempre più avido di cronaca nera. Nell'oscurità delle loro celle, finte vittime di una società che non vuole comprenderli, buttano giù qualche pagina di diario, un fascicolo di memorie, un taccuino di ricordi e... il gioco è fatto: l’editore è dietro l’angolo pronto non farsi sfuggire questa golosa occasione.
Che fine ha fatto il vero scrittore? Che fine ha fatto la scintilla che accende il sacro fuoco?
Non mi sento di rispondere. E, in situazioni come queste, preferisco riportare semplicemente una riflessione: “Tutti i libri possono dividersi in due classi: libri del momento e libri per ogni tempo, o in altri termini: vi sono libri buoni per un’ora e libri buoni per sempre” (John Ruskin).

Post Scriptum
Per riflettere sull'argomento si può sfogliare il saggio di Corrado Augias "Leggere- Perché i libri ci rendono migliori, più allegri e più liberi" (Mondadori)

domenica 9 dicembre 2007

Pensieri settimanali 2

Lunedì 3 dicembre 2007: ore 12,45 in piena fascia protetta passa lo spot dell’ultimo profumo di Dolce e Gabbana. Protagoniste due coppie:due donne e due uomini che alla fine della storia, devo ammettere abilmente ingannevole, rivelano i propri gusti sessuali.

Martedì 4 dicembre 2007: chissà come si sarà sentito Alfredo Tocco di Cagliari quando nella sua corsa verso l’ospedale per un infarto in atto veniva fermato dalle istituzioni che, evidentemente increduli di ciò che stava accadendo, oltre a verbalizzare al mal capitato una multa per eccesso di velocità, lo abbandonavano tristemente al suo destino.

Mercoledì 5 dicembre 2007: Legambiente propone l’introduzione di una forma di biglietto urbano per le auto con lo scopo di scoraggiare il trasporto privato in favore di quello pubblico. L’iniziativa pur lodevole nel suo intento, rimarrà solo una iniziativa in quanto, ad oggi, la rete del trasporto pubblico su scala nazionale fa acqua da tutte le parti…

Giovedì 6 dicembre 2007: ordinanze anti-immigrati ideate da alcuni esponenti della Lega che hanno scomodato vicende storiche per dare alle stesse una parvenza di autorevolezza, stanno mettendo in subbuglio lo Stato. Si parla di vietare le nozze tra Italiani ed immigrati senza permesso di soggiorno e di non concedere la residenza agli stranieri con reddito inferiore a 5mila euro e privi di alloggio decoroso.
Cosa ne pensate?

Venerdì 7 dicembre 2007: ultima puntata di Zelig. Devo dire che sono un tossico di Ariel. Peccato: tutte le trasmissioni libidinose finiscono presto mentre quelle ridicole insistono a r-----e le p---e tutto l’anno.

Sabato 8 dicembre 2007: con tre giorni di ritardo è stata diffusa la notizia della morte di uno dei pionieri della musica elettronica contemporanea, Karlheinz Stockhausen.

Domenica 9 dicembre 2007: rotto il filo Fini-Berlusconi, noi Italiani attendiamo le loro dimissioni!

venerdì 7 dicembre 2007

“Un semplice monaco buddista”

Così si definisce Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama. Capo temporale e spirituale del popolo tibetano è sopratutto un uomo profondamente carismatico, il cui ricordo - a detta di chi ha avuto l’opportunità di ascoltarlo ed incontrarlo - si fissa nell’animo in modo indelebile. Premio Nobel per la Pace nel 1989, il Dalai Lama ha un’agenda ricca di appuntamenti divisi tra conferenze, seminari, “iniziazioni” ed insegnamenti organizzati in incontri spesso aperti al pubblico e ai media. Sono davvero pochi i luoghi della terra che non hanno ancora conosciuto il suo carisma ed ospitato la saggezza delle sue parole, ricche di potenza, una potenza che è nella forza interiore, nel credo sincero del rispetto del prossimo, nell’idea che la pace sia l’unico mezzo in grado di rendere stabile l’equilibrio fra le cose.
Peccato che la sua visita in Italia stia passando in secondo piano. Volutamente trascurata dalle nostre autorità (spirituali e temporali) che hanno persino più o meno ritrattato sulla disponibilità di un incontro, la presenza del Dalai Lama non è rimasta però indifferente a quanti amano la cultura e la conoscenza. E non mi riferisco ai soli seguaci o simpatizzanti della pratica buddista ma a quel ben più ampio ventaglio di persone, a cui mi sento di appartenere, che desiderano aprire la propria mente all'universo del sapere, dell'autenticità della nozione, semplificata e resa pura da tutti quei dettami a cui oggi è sempre più sottomessa.
Snobbando la sua permanenza in Italia, i signori governanti hanno ammesso una sottomissione priva di significato. Hanno accettato la violenza, l'ignoranza, la mancanza di rispetto e di dialogo. A prescindere se si condividesse o meno un'opinione, un punto di vista. Lo hanno fatto a priori. Ed è la cosa peggiore che potesse accadere.

Post Scriptum
E quasi naturale che io suggerisca “La via dell'amore. Aprire il cuore e la mente per raggiungere la saggezza e l'iiluminazione” (Mondadori), scritto proprio dall'attuale Dalai Lama

domenica 2 dicembre 2007

Pensieri settimanali

Domenica 2 dicembre 2007 ore 14,30: dopo aver visto la trasmissione “Domenica in (Arena)” e aver ascoltato gli interventi di Alba Parietti sono ancora più convinto che alla fine lo stato italiano pagherà il "giusto" compenso richiesto dai signori Savoia.

Sabato 1 dicembre 2007: dalla televisione alla prigione, Azouz Marzouk da Erba città a erba stupefacente, ha fatto la fine del deficiente.

Venerdi 30 novembre 2007: Ahmetovic e Alessio Sundas, per una manciata di vil denaro quattro vittime sul mercato.

Giovedì 29 novembre 2007: con L’inferno di Dante, e Benigni pirata finalmente una serata spensierata (e la pubblicità eliminata).

Mercoledì 28 novembre 2007: vergogna Red Bull perché hai distorto il Vangelo per i tuoi scopi pubblicitari.

Martedì 27 novembre 2007: giornata di Champions Leaugue… ma il calcio una volta non era un motivo di gioia e spensieratezza? Per i tifosi e sportivi (che non ci guadagnano) sì, per gli addetti ai lavori (che ci guadagnano) no.

Lunedì 26 Novembre 2007: Berlusconi annuncia la nascita del “Popolo della Libertà”. Peccato che si dimentica di avvisare i suoi alleati. Ma lui può farlo perché sopra di lui c'è solo... DIO.

giovedì 29 novembre 2007

L’abito non fa il monaco

Mi schiero nettamente a favore della tradizione popolare. E’ proprio vero: l'apparenza molte volte non corrisponde alla realtà e, di conseguenza, bisogna essere cauti nel giudicare gli altri.
Devo dire che il lato esteta della mia anima mi fa dare alla cosiddetta “prima impressione” un valore aggiuntivo non indifferente. Non so dire se sia un difetto o un pregio anche se, a mio favore, devo sostenere che spesso la prima idea - chiamiamola pure irrazionale - che mi faccio di una persona viene poi puntualmente confermata dall’esperienza seguente, in bene o in male.
Qual è il motivo di questo prologo?
Ve lo spiego subito. Ieri sera, al ritorno dalle consuete prove di coro che ogni mercoledì mi trascinano nel fantastico universo della musica, in attesa di un sonno ristoratore che tardava ad accogliermi, mi sono divertita con il telecomando cedendo ad un curioso quanto isterico zapping. Tra le varie istantanee la mia attenzione si è posata sullo show di Simona Ventura. Saltando a piè pari i contenuti (che parolona... “contenuti” per programmi come questo) vorrei soffermarmi sulla conduttrice, che eleggo a vittima di questo mio post. Fasciata da un bellissimo abito Valentino, rosso fuoco, dalla linea sobria ma estremamente femminile (vivace il décolleté ma senza scadere nel volgare), con un gioco di tessuti e lievi trasparenze ricamate, mi sono chiesta come mai una “signora” si trovasse a reggere le fila di un simile contesto. Ma poi ecco che l’incanto si rompe e ogni mio dubbio svanisce: con un fare circense, dalla gestualità plateale e dalla dizione ostentatamente scomposta la “signora” in questione annuncia l’arrivo di non so chi. Musica altissima, fumo, applausi esagerati, luci effetto discoteca. E di nuovo gestualità esagerata, toni ultradecibel, scompostezza ad oltranza. Da quel momento tutto è precipitato. Il senso estetico, l’idea di un programma che fa impennare lo share, il concetto di cultura... popolare (che è sempre una forma di cultura).
Con questo non voglio dire che da quella trasmissione o da quella presentatrice mi attendessi chissà cosa però, l’abito mi aveva un po’ ingenuamente condizionato anche se, questa volta attingendo alla tradizione latina, devo proprio ammettere che "non faciunt meliorem equum aurei freni" ("le briglie d’oro non fanno migliore il cavallo"), motto con cui Seneca biasimava coloro che credono di rendere migliore la loro personalità ostentando grandi ricchezze o adornandosi di vistosi gioielli.

Post Scriptum
Come lettura (o ripasso, per i molti che lo conosceranno) suggerisco "Galateo" di Monsignor Della Casa di cui ricordo l'inciso "tu déi sapere che gli uomini sono molto vaghi della bellezza e della misura e della convenevolezza, e, per lo contrario, delle sozze cose e contraffatte e difformi sono schifi"...

lunedì 26 novembre 2007

Grazie Walter!

Il sindaco di Roma ha deciso di revocare l'incarico al comandante dei vigili urbani della capitale, Giovanni Catanzaro, dopo le fotografie pubblicate dal quotidiano "Il Messaggero" che ritraevano l'interessato mentre parcheggiava l'auto in zona rimozione esponendo un permesso per disabili (numero 69221R - sembra anche non valido per denuncia di smarrimento da parte della legittima intestataria). L’episodio, che risale alle 20 di venerdì 23 novembre, sarebbe stato prologo di una bella (e indisturbata) serata da trascorrere a pasteggiare in un ristorante del centro storico della capitale.
Lungi dall'idea di demonizzare un'intera categoria, bisogna ammettere che seppur la decisione di Veltroni rappresenti soltanto una piccola goccia di speranza nel mare della corruzione e dell'illegalità, va ad alimentare quell'elisir di cui noi onesti cittadini abbiamo davvero bisogno. Per riprendere a credere che la giustizia esiste ancora e che a nulla valgono incarichi prestigiosi e carriere pseudo impeccabili se macchiati da episodi di indubbia disonestà, morale e civile.
Ad maiora...

venerdì 23 novembre 2007

50 anni (e non li dimostra)

23 novembre 1957: Giangiacomo Feltrinelli Editore, allora agli esordi, in una timida anteprima mondiale manda in stampa Il dottor Živago, capolavoro di Boris Pasternak, scrittore e poeta sovietico. Un evento epocale che consentì al manoscritto di sottrarsi al gelo ufficiale dell’allora Urss trasformando un melodramma appassionato (quello tra Lara e Yurij) ed un realistico affresco sugli eventi sanguinosi e drammatici della Russia accesa dalla rivoluzione e dalla guerra civile, nel romanzo tra i più amati di ogni tempo. Sviluppando in un grandioso impianto narrativo il tema della fragilità dell'individuo e quello della solitudine dell'intellettuale travolta dall'oscura violenza della storia, Il dottor Živago fu però boicottato dal regime, che vietò all’autore persino di ritirare il prestigioso Nobel che la critica occidentale gli aveva entusiasticamente attribuito, minacciandolo persino di espulsione.
23 novembre 2007: La Feltrinelli, ora casa editrice dalle molteplici anime, ha deciso di ricordare quel vincente esordio pubblicando una nuova edizione (con allegato dvd) del libro che nel tempo è stato tradotto in ventinove lingue, sponsorizzando una mostra (a Milano fino al 4 gennaio 2008), un convegno internazionale e una serie di reading che si stanno tenendo in questi giorni a Milano, Firenze e Roma.

Ho un affetto particolare per questo romanzo e per tutta l'opera di Pasternak a cui mi legano gli anni universitari e a cui mi sento vicina per spessore umano e sensibilità. Adoro le letture che coinvolgono la mia anima, che mi astraggono dalla quotidianità, che mi aprono le porte dell'universo intellettuale... mi soffermo sulla scelta degli aggettivi e sulle sequenze verbali, respiro l'odore dell'inchiostro e ascolto il frusciare della pagina che gira, la lettura per me è cibo prezioso.
E voi, quali autori preferite?

lunedì 19 novembre 2007

A volte ritornano...

Condannata in primo grado a dieci anni di carcere per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, la signora delle creme anticellulite e degli scioglipancia (e dei costosissimi rituali propiziatori anti-iettatura) è diventata direttrice di un centro di bellezza. E sì, anche a Wanna Marchi bisognava dare una seconda (o terza, o quarta o....) possibilità. E se con la solita arroganza e spocchia, la persona in questione ha dichiarato che “era stufa di non uscire di casa”, cosa vogliamo dire a tutti quelli che beneficiari dell’indulto sono tornati a rubare, ai pluripregiudicati che hanno ripreso le attività clandestine, ai ladri e disonesti sono tornati ad occupare incarichi di responsabilità? Pura normalità...
Io sono profondamente deluso, ogni giorno ci sono conferme su conferme del fatto che le persone oneste e rispettose della legge, chine di fronte al potere dello stato, speranzose della forza della giustizia, ossequiose del rispetto per l’altro, rimangono al palo, inermi, a guardare un paese dove i disonesti e gli arroganti vanno avanti, a testa alta, per la loro strada...

Post Scriptum

Mi chiedevo quali studi avesse fatto la Signora Marchi per arrivare a cotanto livello... che schiaffo sonoro per i laureati!

mercoledì 14 novembre 2007

Da che pulpito... viene la predica

Incredibile ma vero. Da ieri il ministero degli Affari Esteri rumeno ha inserito l'Italia nell’elenco ufficiale dei paesi in qualche modo "a rischio" per i cittadini rumeni, invitati quindi alla cautela in caso di viaggio e soggiorno nel nostro paese. Sul sito del ministero l'Italia condivide il bollino giallo con Costa Rica, Messico, Bulgaria ed Iran. Il bollino rosso (quindi un motivo di allerta più grave) è riservato a Iraq, Libano, India e Israele.
La Romania sostiene che l'Italia sia un paese a rischio non perché infestata da una delinquenza straniera priva di controllo - con significativa rappresentanza di matrice rumena (secondo i dati ufficiali del Viminale) - ma a causa del decreto sull'espulsione dei cittadini comunitari, varato più o meno tempestivamente dal governo dopo l’omicido di Giovanna Reggiani.
"Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di introdurre disposizioni volte a consentire l'allontanamento dal territorio nazionale di soggetti la cui presenza contrasti con esigenze imperative di pubblica sicurezza", il decreto legge n.181 del 1 novembre 2007, varato dal Governo nel Consiglio dei ministri del 31 ottobre, prevede che "il provvedimento di allontanamento dal territorio nazionale per motivi di pubblica sicurezza è adottato con atto motivato dal prefetto territorialmente competente", e che,"per motivi imperativi di pubblica sicurezza, il provvedimento di allontanamento è immediatamente eseguito dal questore". I motivi di pubblica sicurezza sono "imperativi" quando un cittadino dell'Unione o un suo familiare abbia tenuto comportamenti che compromettono la tutela della dignità umana o dei diritti fondamentali della persona umana ovvero l'incolumità pubblica, rendendo la sua permanenza sul territorio nazionale incompatibile con l'ordinaria convivenza. La violazione del divieto di reingresso è trasformata da sanzione amministrativa a reato, punito con la reclusione fino a tre anni. Il decreto legge è in vigore dal 2 novembre 2007, giorno in cui è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento anticipa misure già previste nel pacchetto sicurezza approvato dal governo il 30 ottobre scorso, e, in particolare, modifica il decreto legislativo 30/2007 sulla libera circolazione dei cittadini della Ue”.
Devo ammettere che se da un lato può far sorridere il motivo dell’aut aut della Romania nei confronti di Costa Rica (“c’è il rischio di contrarre la febbre gialla”) e Iran (“il governo applica multe di 30 euro al giorno agli stranieri sprovvisti di visto”), quello nei confronti dell’Italia fa un po’ rabbia.
Perché, se è vero che in questo momento il nostro sistema-sicurezza fa acqua da tutte le parti e che eccessi vandalici come quello di Tor di Quinto sono la naturale conseguenza di un’amministrazione miope ed ottusa, che si debba avere un’insegnamento proprio dalla Romania è cosa da altro mondo.

Post Scriptum
Che un italiano critichi il nostro Bel Paese ci sta ed è per questo che suggerisco "Come ti sei ridotto - Modesta proposta di sopravvivenza al declino della nazione" di un pungente ma autorevolissimo Curzio Maltese (Feltrinelli)

martedì 13 novembre 2007

Cultura di massa

Sembra che questa sera la puntata di Porta a Porta sarà dedicata al problema del tifo estremo. Un’ennesia strumentalizzazione dei fatti recentemente accaduti con l’infimo scopo di far impennare gli ascolti, di dare un’informazione distorta della realtà e di analizzare un problema che meritererebbe ben altro genere di analisi. Due politici, una soubrettina da quattro soldi, un’attrice più matura e, chissà, uno pseudopsicologo. Quella del teatro di Vespa è solo mera televisione-commerciale, legata ad impulsi che poco hanno a che fare con il vero giornalismo, quello dei fatti e non degli effetti, della discrezione e non dell’ostentazione. Si parlerà di quanto sono terribili e “terroristici” gli atti dei tifosi indegni di questo nome (ma ci si chiederà il perché frange incontrollabili arrivano a comportamenti così estremi?), si discuterà sulle modalità e sulle cause della morte di un giovane tifoso (che al momento del suo assassinio non espletava affatto le sue mansioni di… tifoso), si elucubrerà sui giovani senza ideali, senza futuro, senza condotta. Quanti argomenti… trattati banalmente e riproponendo sfumature già dette, già sentite. Questa è l’informazione di cui godiamo… per fortuna ancora in seconda serata… ma per quanto ancora gli avvoltoi della comunicazione non otterranno gli onori del prime time?

Ipse dixit

Avrei voluto scrivere un post sull'amarezza che provo a seguito dei fatti degli ultimi giorni. L'umanità impazzita, i giovani che non hanno un ideale, il mondo che respira senza una regola. Secoli di civiltà svaniti in un soffio, la cultura dei nostri avi che si perde nell'oblio di menti sconvolte, la storia, l'arte, la filosofia... Non riesco a concentrarmi per mettere nero su bianco la tristezza che mi opprime, la paura per un futuro incerto, per un tunnel il cui buio sembra non affievolirsi. E' per questo che ho deciso di affidare i miei pensieri ad una raccolta di aforismi. Per riflettere. Per pensare. Per sperare.

Quando avrete abbattuto l'ultimo albero, quando avrete pescato l'ultimo pesce, quando avrete inquinato l'ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro - Proverbio indiano

Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui - Jonathan Swift

E gli uomini se ne vanno a contemplare le vette delle montagne, i flutti vasti del mare, le ampie correnti dei fiumi, l'immensità dell'oceano, il corso degli astri, e non pensano a se stessi - Sant'Agostino

Tutti pensano a cambiare l'umanità, ma nessuno pensa a cambiare se stesso - Lev Nikolaevic Tolstoj

Viviamo in un mondo di cose e il nostro unico legame con loro è che sappiamo come manipolarle o consumarle - Erich Fromm

Noi creiamo il mondo che percepiamo, non perché non esiste realtà fuori dalla nostra mente, ma perché scegliamo e modifichiamo la realtà che vediamo in modo che si adegui alle nostre convinzioni sul mondo in cui viviamo. Si tratta di una funzione necessaria al nostro adattamento e alla nostra sopravvivenza - Gregory Bateson

Se esiste un uomo non violento, perché non può esistere una famiglia non violenta? E perché non un villaggio? Una città, un paese, un mondo non violento? - Gandhi

domenica 11 novembre 2007

Sciopero generale? Tutti a lavoro!

E’ uno dei diritti di chi lavora. All’appuntamento di venerdì scorso le categorie coinvolte erano molte, alcune anche piuttosto agguerrite - operatori del trasporto pubblico, della scuola, della sanità, del pubblico impiego e tutto il lavoro dipendente – tutte principalmente sotto l’egida di una finanziaria troppo pesante e di un precariato troppo incombente. Sembra che l’adesione sia stata massiccia e, senza gonfiare più di tanto statistiche e dati per non andare a favore di nessuna fazione politica, che qualcosa si sia mosso. Verso quale direzione sarà il tempo a dirlo. Il perché di questo post? Credo che siamo giunti in un momento in cui si abbia bisogno di credere che qualcosa sia destinato a cambiare. Che l’unione faccia davvero la forza e che il potere sia una forza fragile.

Post Scriptum
Mentre scrivevo, con amarezza ho appreso dei disordini avvenuti prima, durante e dopo le partite di calcio. Ancora una volta un evento che dovrebbe essere legato alla spensierata convivialità si è trasformato in teatro di inciviltà. Altro che sciopero…

giovedì 8 novembre 2007

Appuntamenti (da non perdere)

Sabato 10 e Domenica 11 Novembre torna Generazione clima, la campagna del WWF, in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente, che promuove il risparmio e l'efficienza energetica nelle case. Lo scopo di questa importante iniziativa è realizzare in Italia un milione di "condomini efficienti" - responsabilizzando cittadini e amministratori sui temi del risparmio e dell’efficienza energetica nel consumo domestico - raggiungendo in questo modo il 40 per cento dell'obiettivo di riduzione previsto dal protocollo di Kyoto per il nostro paese. I volontari del WWF forniranno consigli pratici per risparmiare energia (e denaro) e, chi porterà con sé una vecchia lampadina ad incandescenza potrà averne in cambio una a basso consumo. Oltre al sito è a disposizione il numero verde 800194491 per sapere le location della propria città che aderiscono all'iniziativa. Vivo a Roma e, quindi, avviso che da noi il WWF sarà presente a Piazza del Popolo, Villa Ada (zona laghetto), Via di Ponte Salario, Centro Commerciale I Granai (Via Mario Rigamonti), Viale Europa, Via dei Colli Portuensi, Viale Marconi angolo Via F. Grimaldi, Villa Pamphili (entrata Porta S. Pancrazio), Piazza Fabrizio De Andrè, Città dell'Altra Economia, (Largo Dino Frisulli), Centro Commerciale Niccodemi (Via Bufalotta).

Un mondo sotto-sopra...

La strage nel liceo Jokela di Tuusula, in Finlandia, rappresenta un episodio di una valenza eccezionale. Prima di tutto perché un giovane ragazzo ha sparato all'impazzata durante una lezione uccidendo otto persone per poi rivolgersi contro la sua stessa calibro 22, ma poi (o forse soprattutto) perché il tutto è accaduto in una ridente cittadina a 50 chilometri dall'ancor più ridente capitale, Helsinki. Un paese "pacifico", dagli ampi spazi, dove tutto (o quasi) si vive nel rispetto reciproco tra uomo e ambiente. Un paese all'avanguardia a cui la Natura ha affidato alcuni dei suoi gioielli più rari e preziosi. Il paese di Babbo Natale e dell'Aurora Boreale.
Ecco, in un paradiso così avvengono anche fatti come quello di Tuusula. Scorrendo tra i commenti degli opinionisti d'assalto e dei falchi della cronaca nera, mi ha fatto riflettere una constatazione, amara, ma vera. Quella della sempre maggiore consapevolezza che la civiltà si stia recando - in un insiegabile movimento apperentemente senza ritorno - verso un tunnel buio e oscuro, attraverso episodi di una crudeltà incredibile, di una ferocia bestiale, di un'inciviltà che è impossibile classificare...

mercoledì 7 novembre 2007

Like a lemon 2

In un vecchio post sono andata un po' sul personale, raccontando alcune sfumature della mia quotidianità professionale. Da pochissimo ho ricevuto il comunicato stampa relativo ad una nuova pubblicazione di Baldini Castoldi Dalai e il collegamento con il post di cui sopra è stato immediato. Si tratta di "Quella stronza del mio capo" di Bridie Clark che con la sua consapevolezza di editor, ha messo nero su bianco - e con spiccata ironia - sacrosante verità sul poliedrico universo dell'editoria.
Ecco in breve la trama. Quando Claire riceve l’offerta dalla prestigiosa Grant Books è al settimo cielo anche se qualcuno le ha già preannunciato che il suo nuovo capo, Vivian, farà di tutto pur di renderle la vita un inferno. Vivian Grant, la cinica donna che riesce a piazzare best seller nella classifica del «New York Times» con la stessa frequenza con cui umilia e licenzia i suoi collaboratori: lei comanda e tu esegui. All’istante. E senza replicare. Con un capo così sarebbe saggio dare le dimissioni, ma Claire è decisa a portare fino in fondo le sue idee fino a quando, tra diabolici tour de force di 25 ore su 24, un ufficio-sgabuzzino senza finestre e pause pranzo a base di barrette mummificate, non decide di sposarsi...

"All’improvviso sentii il telefono suonare nell’ufficio di Dawn. Poi in quello di Lulù. Lanciai un’occhiata all’ora sul computer: quasi le 23.30. Era già così tardi? Il telefono squillò nel mio ufficio. Per mia sfortuna, risposi. «Dove cazzo sono andati tutti?» sibilò Vivian. Era fuori di sé dalla rabbia. «Io non sono in ufficio e voi pensate che la scuola sia finita? Sono in piedi dalle cinque e questa sera ho altre tre riunioni. Perché sono sempre io quella che lavora più di tutti voi messi insieme? E tu, si può sapere che fai tutto il giorno in quell’ufficio?»
Mi avevano avvisata che lavorare per Vivian spinge la gente verso due tipi di atteggiamento: quello omicida e quello suicida. Io avevo voglia di fare entrambe le cose..."


Devo ammettere: per molteplici aspetti mi sento molto vicina all'eroina della scrittrice americana...

lunedì 5 novembre 2007

Stravaganze (e delizie)

Unusual Hotels of the world apre le porte di un mondo incredibile, dove realtà e immaginazione percorrono spesso lo stesso binario. Si tratta di una guida on line per i viaggiatori interessati ad un’ospitalità insolita, lontana dal cosiddetto "turismo di massa", divisa tra alloggi sempre agli antipodi del tradizionale concetto di hotêllerie. In fondo al mare, in cave sotterranee, sugli alberi, nei fari, in stravaganti strutture di design - lussuosi o spartani... de gustibus -, a bordo di aerei, elicotteri, sul treno o sul tram, in un monastero, nella pancia di un Beagle gigante o in… prigione: con oltre due milioni di richieste all’anno, è un sito da sfogliare con curiosità lasciandosi sorprendere da proposte sempre curiose. La ricerca si può effettuare in base alla categoria, alla meta, al budget di cui si dispone o, semplicemente, lasciandosi guidare dalla selezione proposta nella sezione “Wow” (onomatopea che non ha bisogno di traduzione...).
Personalmente non viaggio molto, non mi piace e, quando lo faccio, adoro comfort e tranquillità. Però devo ammettere che un soggiorno in un igloo, nel freddo gelido della natura finlandese, mi stuzzica non poco...

Post Scriptum
Per contrasto con quanto detto sopra, suggerisco "Viaggiare al minimo - Le destinazioni più economiche di tutto il mondo" (A. Vallardi). Una curiosità: tra le mete selezionate non compare l'Italia.

domenica 4 novembre 2007

Valentino docet 2

"Sulle tasse ho sbagliato ma la lezione è servita. Ho la coscienza a posto. E se ho commesso qualche piccolo errore è solo per superficialità o perché ho trascurato alcuni aspetti della mia vita".
In un precedente post abbiamo fatto alcune considerazioni sul senso civico (scarso se non inesistente) di uno dei più noti campioni sportivi Italiani. Un ragazzo sorridente, serio professionista e probabilmente anche coinvolto in azioni benefiche e di solidarietà. Un ragazzo che ha scelto di avere la residenza in una capitale europea nota per le pressioni fiscali più a "misura d'uomo" ma che non perde occasione per tornare a casa (e chi non lo farebbe visto che la scelta sarebbe tra una grigia metropoli e una ridente cittadina di campagna?) dove trascorrere la maggior parte del tempo libero a disposizione.
Questo stesso ragazzo a poco più di due mesi dallo scandalo fiscale che lo ha coinvolto ha vagamente ritrattato le sue iniziali posizioni di certezza circa la propria innocenza (all'epoca sbandierata anche attraverso un video-autodifesa mandato nel corso di un tg). Si è parlato di superficialità da parte di terzi e di esagerazione dei media nel riferimento dei fatti. Ma non si è parlato di pentimento.
Noi continuiamo a sostenere di non sentirci rappresentati da questi "simboli" dello sport.

mercoledì 31 ottobre 2007

Made in Italy

Il semipresidenzialismo "alla francese", la legge elettorale "alla tedesca", la sicurezza "alla statunitense", una missione umanitaria "alla inglese", un proporzionale "alla spagnola", una tecnologia "alla giapponese", il contributivo "alla svedese", musica suonata "alla irlandese".
Ma qualcosa "alla italiana" c'è?

Post Scriptum
Per patrioti e non, suggerisco la sottile ironia de "L'Italia domanda (con qualche risposta)" di Enzo Biagi (Bur).

lunedì 29 ottobre 2007

Video cv

Un curriculum su carta e penna? Troppo banale e... preistorico. Messa da parte la bella conqueror, a dare uno slancio creativo al classico strumento per cercare lavoro è il fatto di poterlo inviare in versione video: un minuto, al massimo due, con grafica accattivante di sfondo e, ovviamente, il diretto interessato che fa una breve presentazione di sé e dei suoi obiettivi professionali.
L’idea, guarda un po’, è tutta made in Usa, dove il video cv sta cambiando il mercato della ricerca-offerta di lavoro con il 60 per cento delle realtà aziendali che ritiene la video-candidatura parte integrante del processo di selezione. Per chi desidera avere un’idea basta cliccare su www.vault.com che ha indetto, tra l'altro, un concorso per cercare di definire le linee guida del buon video curriculum: lunghezza, veridicità dei contenuti, naturalezza delle esposizioni. A detta degli esperti, il mix vincente sarebbe tra originalità della forma e concretezza dei contenuti. E da noi? Tra i pionieri il Consorzio Universitario di Pordenone con oltre 1.000 i curricula disponibili on line (su www.unicurricula.it) per facilitare il contatto tra i laureati e il mondo del lavoro.

domenica 28 ottobre 2007

In tema di sicurezza

- Giovedì 25 ottobre ore 18.30 circa – Acilia (Roma)
Situazione: in un locale un uomo esagera con l’alcool anche a scapito delle persone circostanti. Prontamente il proprietario contatta le forze dell’ordine. Si precipitano due volanti con sei agenti.
- Venerdì 26 ottobre ore 20.00 circa – tg1
Situazione: nel corso del servizio girato fuori Montecitorio il solito esibizionista alla Parolini si mette accanto al giornalista annuendo ad ogni sua singola constatazione. Si precipitano tre esponenti della Benemerita per allontanare lo sprovveduto in cerca di notorietà.
- Sabato 27 ottobre ore 3.00 circa - Acilia (Roma)
Situazione: in una via centrale del quartiere viene violato un bancomat. I protagonisti di quello show demente e cialtrone hanno agito indisturbati in quanto non era attivo alcun controllo della pubblica sicurezza che, tra l’altro contattata da una passante, si è presentata a giochi fatti.
Vogliamo discutere sull’organizzazione del sistema-sicurezza della nostra amata Italia?

giovedì 25 ottobre 2007

Tentativi...

Il sito dell’Atac dedicato a noi romani (www.atac.roma.it) mette a disposizione il servizio chiamato “Calcolo del percorso”. Si tratta della possibilità di ottenere l’indicazione di come raggiungere un determinato luogo della città evidenziando strade e fornendo mappe specifiche. Basta compilare l’apposito form specificando punto di partenza e di arrivo e le “opzioni viaggio” (se preferisci muoverti con mezzo privato, con mezzi pubblici - tutti o escludendone una o più tipologie - e con mezzi pubblici e privato insieme). Il servizio, devo ammettere, è molto pratico, facilmente fruibile e immediato nella risposta. La cosa buffa è rappresentata da un commento apposto a chiusura di ogni singola ricerca. Una sorta di “congedo” morale che dovrebbe farci sentire tutti più buoni e giudiziosi. Esempio. Chiedendo come raggiungere Piazzale Flaminio da Piazza Mancini (tragitto breve, si percorre tranquillamente anche con una passeggiata di 20 minuti, ma è solo darvi l’idea di cosa si tratta), una volta avviato il calcolo e fornita l’indicazione (Partenza da piazza antonio mancini - a piedi per 50 metri fino alla fermata MANCINI - Prendere la linea 2 (FLAMINIO) per 7 fermate 2 ogni 4 min. - Scendere alla fermata FLAMINIO - A piedi per 50 metri fino all'arrivo piazzale flaminio - Metri percorsi 2800 metri), appare la seguente frase: “Fare questo spostamento con il trasporto pubblico toglie dall'aria di Roma 533 grammi di CO2”.
Il tentativo è da encomio. Tentativo perché, sebbene ci siano trasporti su rotaie e navette elettriche (e accordi - firmati lo scorso marzo ma operativi tra circa due anni - per far viaggiare le vetture con biodisel), il parco mezzi della Trambus si avvale ancora di alcuni veri e propri pezzi di antiquariato che, traballanti e rumorosissimi, si aggirano per le vie della capitale. Parlo di linee periferiche (ovvio: nel cuore della città devono viaggiare solo mezzi di ultima generazione... o quasi) che spesso costringono gli utenti ad interruzioni di viaggio improvvise dovute a guasti imprevedibili o, forse, fin troppo prevedibili (ma meglio far finta di niente...). Il disservizio molte volte è al limite della follia però accettiamo di buon grado questo primo passo da parte dell'azienda di trasporti, nella consapevolezza che almeno noi utenti stiamo facendo qualcosa nei confronti dell'ambiente.

martedì 23 ottobre 2007

Golosità extralusso

Per mangiarla bisogna pagare 8mila Euro. Sì, proprio 8mila. E' il prezzo record di una pizza ideata da un giovane cuoco di Agropoli (e poi dicono il made in Italy...) che ha battezzato la sua creazione "Louis XIII". A far lievitare (oltre che la pizza), il costo sono gli ingredienti, rigorosamente scelti e di primissima qualità. Si va dal caviale nelle sue tre più pregiate selezioni, all'aragosta Palinurus Elephas, dai gamberoni rossi di Acciaroli al cognac Louis XIII Remy Martin. Nulla si rifiuta ai palati esigenti... E a voi che pizza piace?

Post Scriptum
Visto che oggi sono di tematica culinaria, consiglio il pratico (anche se voluminoso) "Mangiare sano" edito da Tecniche Nuove.

lunedì 22 ottobre 2007

Visiting Amora...

Oggi, tra i media ed internet, che parlano del sesso in modo sempre più esplicito, sembrerebbe che sull'argomento non ci sia nulla in più da dire (o da imparare). Non è stata di questa opinione Sarah Brewer, medico sessuologo e direttrice di “Amora – Academy of Sex and Relationship”, situata nel cuore di Londra, all’angolo di Coventry Street con Piccadilly Circus. Si scendono le scale che portano all’ingresso del percorso e si sente subito il sussurrio di una voce femminile. Non resta che andare oltre, ascoltare e… guardare. Ricevuta un’audioguida (multilingue, tra cui l’italiano... ma guarda un po'!) può iniziare il percorso iterattivo che si svolge lungo sette zone che permettono, in un’ora circa, di avere una panoramica abbastanza completa sull’universo dell’eros e dei comportamenti sessuali. Prima di tutto, si viene informati sulle differenze cerebrali tra uomo e donna. Proseguendo, impossibile non restare stupiti da una vera e propria sfilata di calchi in gesso di genitali maschili e femminili, di varie forme e dimensioni, “per mostrare alla gente che c’è una grande varietà” mentre schermi interattivi illustrano quali sono le zone erogene del corpo umano e come attivarle. E poi, ancora, ci sono video che descrivono i comportamenti sessuali, dall’autoerotismo al feticismo, c’è la sala “Amora Sutra” e quella “Amorgasm – The Orgasm Tunnel” (nomi che non hanno certo bisogno di spiegazioni…) In quella chiamata “Fantasy & Fetish”, invece, si è accolti da due manichini bianchi girati di spalle che invitano a prendere un piccolo battipanni e a sculacciare: i sensori indicano se lo “spanking” sia stato soddisfacente, troppo timido o troppo entusiastico. A fine giro, l’ultimo ambiente è “Wellbeing”, dedicato al benessere sessuale, con particolare riguardo alle malattie sessualmente trasmissibili e a quali e quanti guai si possono attirare con un comportamento sessuale troppo disinvolto. E, per ritemprarsi dalle fatiche, niente di meglio di una sosta presso l’"Aphrodisiac Longe" per consultare un libro ed approfondire una conoscenza appena appresa o sorseggiare un cocktail (afrodisiaco pure quello).
Qual è lo scopo di tutto ciò?
Assolutamente divulgativo, assicurano i curatori che a controprova della loro tesi, hanno previsto anche la presenza, in sede, di un sessuologo, a disposizione di chi abbia domande o dubbi in materia. In realtà, Amora Academy è costata circa 7 milioni di sterline e, nel primo anno, si prevedono 500mila visitatori. Costo del biglietto: 12 sterline (dal mattino fino al pomeriggio) e 15 sterline per un ingresso serale (si accettano scommesse sul motivo sulle 3 sterline in più...). Contando su qualche altra sterlina a testa spesa nel negozio di gadget e nel bar acclusi, gli ideatori pensano di incassare 10 milioni di sterline. Il tutto in nome nel nobile intento di dare agli inglesi un’educazione sessuale scientifica? Lasciateci essere un po’ scettici…

HarryPottermania

Dopo il giallo sul finale dell'ultimo volume delle avventure di Harry Potter (da noi atteso, come da sei anni ormai, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio), per i fan della saga del maghetto più famoso del secolo arriva un'altra rivelazione: uno dei personaggi-chiave, il preside della scuola di Hogwarts, tal Albus Silente, è omosessuale. A fugare ogni dubbio è stata l'autrice stessa, J.K. Rowling, in occasione di un recente incontro con i suoi fan, nella suggestiva cornice della Carnegie Hall di New York.
Sembra che molti appassionati avessero già ampiamente sospettato le preferenze sessuali di Silente, ma ora è venuto il momento della conferma ufficiale.
Saggio, eccentrico ed ironico al momento giusto, da giovane il preside di Hogwarts si era invaghito di quello che più tardi era destinato a diventare il suo rivale, il fascinoso Gellert Grindelwald, simbolo - al pari di Lord Voldemort, altro protagonista della saga - del lato oscuro e negativo della magia.
Non so a voi, ma a me dare conferma sulle preferenze sessuali di Silente a dieci anni dalla pubblicazione di "Harry Potter e la pietra filosofale", è sembrata una gran bella forzatura...

Post Scriptum
Agli appassionati di Harry (e del quiz ad ogni costo), consiglio il curiosissimo "Harry Potter a test" (Alpha Test).

ll futuro sono loro!

Tutto è accaduto la notte di sabato scorso, a Crispano, piccola realtà in provincia di Napoli. Una giovane coppia si è accorta che la figlia di quattro anni non respirava più. Tra l'ansia e il panico, la corsa all'ospedale di Frattaminore si è conclusa con il peggiore dei referti, la constatazione del decesso della piccola. Gli stessi medici, però, hanno notato segni di violenza: scattate le indagini, è stato fermato uno zio della vittima.
Quello della violenza sui minori è uno dei temi più scottanti ed atroci su cui si possa parlare. Sembra incredibile che nel nostro mondo, civile e civilizzato, accadano episodi di così scurrile sottocultura, esempi eclatanti di ciniche barbarie che, nel coinvolgere esseri indifesi come i bambini, risultano ancora più riprovevoli. Episodi simili, purtroppo, sono quasi all’ordine del giorno in un susseguirsi, triste, di “corsi e ricorsi”.
Ieri non c’è stato tg che non si sia affannato a proporre la deposizione di Paolo Onofri, chiara, lucida, senza un velo di imprecisione. La stessa lucidità con cui, prima che scattasse per lui il fermo amministrativo, aveva proclamato la propria innocenza, osannando giustizia nei confronti della colpevolezza di chissà chi. Mi chiedo se persone del genere si siano mai guardate allo specchio. La schizofrenia come alibi di una mentalità contorta, che ostenta potere, che si fa giudice, che decide della vita altrui. Ma perché, a persone del genere, si offre la possibilità di un processo? Perché si dà loro ancora una opportunità di protagonismo?

giovedì 18 ottobre 2007

Money, money, money

E' fresca fresca la notizia (ore 12 am) secondo la quale il Gip del Tribunale di Roma ha emesso sei ordinanze di custodia cautelare per due centralinisti, un'operatrice socio-sanitaria, una segretaria e un chirurgo-ortopedico dell'Ospedale Grassi di Ostia. Secondo quanto accertato dai carabinieri del reparto territoriale di Ostia il chirurgo arrestato avrebbe rilasciato un referto medico falso in cambio di cocaina gratuita. Il personale ospedaliero coinvolto nell'inchiesta provvedeva, funzionalmente ai "ruoli", a ricevere le "ordinazioni" e a far arrivare lo stupefacente ai clienti.

Anche qui che vogliamo commentare? Sicuramente ci sarebbero tante cose da dire ma una la vorrei urlare al mondo intero: al diavolo la legge sulla privacy, qualora i fatti risultassero realmente tali, vorrei conoscere prima di tutto l'identità dell'esimio medico perché, se importa poco o nulla di una segretaria che per due soldi in più si piega a compromessi così squallidi, sapere con esattezza nome e cognome del "professionista" che valuta il mio stato di salute e pago profumatamente per una consulenza sarebbe invece fondamentale. Naturalmente, il passo successivo, dovrebbe essere la radiazione dall'Albo e non, come spesso avviene in questi casi, un esilio forzato - in chissà quale paesino sperduto - giusto il tempo che il ricordo dell'accaduto si scolorisca dalla memoria della gente.

Basta!

Non sopporto più (veramente non li ho mai sopportati...):
- i reality (tutti - sono allergica alla tv spazzatura)
- i talk show (alla porta a porta - gli adulatori di regime sono urticanti)
- le persone arroganti (di quelle che per sostenere una loro tesi alla quale tu rimani perplessa ti sbattono in faccia curriculum ed esperienze professionali)
- i datori di lavoro che se ne approfittano (e che con qualche sorrisino e banale complimento sulla tua “bravura” pensano di farla franca).
Due lamenti che riguardano la sfera “pubblica” e due quella “privata”: oggi mi va così... uno sfogo durante un break, tra un articolo e l’altro.

Post Scriptum
Naturalmente l'elenco potrebbe essere molto più lungo... se volete, dite la vostra.
Dimenticavo: tra il (poco) serio e il (molto) faceto, la lettura per oggi è "Pillole antistress" (Edizioni Il Punto d'Incontro) di Marisa Vidulli. In particolare mi soffermo sull'equazione proposta dall'autrice Calma+Armonia=Felicità. Anche su questa potete dire la vostra...

mercoledì 17 ottobre 2007

Mala tempora...

Riporto integralmente un articolo (un colonnino breve e nascosto a cui personalmente avrei dato una rilevanza maggiore) apparso ieri sul quotidiano "La Repubblica" a firma Aldo Fontanarosa. Titolo (ed è tutto un dire!): “Donadoni: ‘Anch'io sarei andato a votare’ - E il direttore del Tg2 censura l'intervista”.

"Sono bloccato in ritiro, altrimenti sarei andato". E' la vigilia di Italia-Georgia. Ai microfoni di Enrico Varriale, inviato di Rai Sport, il ct della Nazionale Donadoni spiega che avrebbe votato alle primarie del Pd se solo avesse potuto. Ma i telespettatori del Tg2, quando il servizio va in onda sabato 13, non possono sentire né la domanda del giornalista né la risposta di Donadoni. Perché il direttore del Tg2 Mauro Mazza le taglia entrambe, prima della messa in onda. La sforbiciata di Mazza non va giù a una buona metà dei redattori del Tg2 e di Rai Sport. Il sospetto è chiaro. Mazza, direttore nel cuore di An, si premura di tagliare Donadoni perché le sue parole avrebbero portato tanti tifosi ai seggi delle primarie. Ieri così partono le proteste ufficiali. I rappresentanti sindacali del Tg2 e di Rai Sport chiedono se la tv di Stato abbia conosciuto un caso di censura. L'Usigrai, sindacato dei giornalisti Rai, vuole sapere se l'inviato abbia subìto una vendetta il giorno dopo, domenica. Il giorno dopo, Mazza non manda in onda un secondo pezzo di Varriale. Preferisce scrivere lui, il direttore, il servizio sul 2 a 0 dell'Italia. E' il clima generale, peraltro, a preoccupare la redazione. Mazza non ha forse criticato un giornalista sabato per aver parlato di "saluti fascisti" al corteo di An? Mazza respinge ogni critica: "Il Tg2 aveva chiesto a Rai Sport sabato un servizio su una partita. La parte politica del pezzo era estranea e l'avrei eliminata anche se il ct avesse inneggiato al Polo. Domenica poi ho preferito scrivere io il servizio perché non sapevo, a quel punto, che cosa mi sarebbe arrivato. I saluti fascisti? Non c'erano immagini a documentarli. Quando la sinistra antagonista ha gridato slogan odiosi su Nassirya in corteo, ho preteso le immagini prima di citarli nel Tg2".

Ora, commentare una situazione del genere è impossibile. Si potrebbero dire tante cose e fare polemiche di ogni ordine e grado. Si potrebbe ritirar fuori l’editto bulgaro di berlusconiana memoria o scomodare le antecedenti censure dittatoriali (che un po’ l’hanno ispirato) e poi? L’atteggiamento del direttore del Tg2 è solo una goccia nell’oceano della non cultura e dell’impossibilità (ai giorni nostri, in clima di democrazia...) di avere notizie “reali”, che diano al lettore la possibilità di elaborare coscienza e conoscenza del fatto accaduto in modo del tutto personale.
Molto poco casualmente, in questo post, suggerisco "Il buon giornale, come si scrive, come si dirige, come si legge" (Tea) di Piero Ottone.

martedì 16 ottobre 2007

Dimmi quando, quando, quando...

Ogni giorno ne accade (almeno) uno. Della serie esco da casa e non so se ci ritornerò. Mi riferisco ai cosiddetti "pirati della strada" (anche se li dovremmo chiamare in altro modo, il "pirata", in fondo, porta in sé un'aura affascinante), a coloro che pensano che la guida sia un gioco, un'avventura, un capriccio.
“Non trasformiamo il nostro civile Paese in un far west in cui arrivano gli sceriffi”, ha minimizzato - a mio modesto parere - il Ministro ai Trasporti intervenendo al convegno "Nuove pene per i reati stradali". Informazione e non repressione perché prevenire è meglio che curare. Quanti luoghi comuni, quante belle parole... le solite! “Ci stiamo avvicinando al momento della formazione, alla sicurezza stradale nelle scuole, spero a cominciare da quelle elementari...", ha continuato il Ministro. Anche i verbi utilizzati sono privi di concretezza: perché non trasformare i "spero" e i "se" con qualcosa di più reale?
Non mi interesso di politica e dei suoi perversi meccanismi ma la mia voce ci tengo a farla sentire...
Ritorno a suggerire il piacere di una buona lettura. Oggi è il turno de "L'innocenza" di Tracy Chevalier (Neri Pozza).

lunedì 15 ottobre 2007

Vergogna!

Ieri si sono tenute le primarie, croce e delizia della politica dei giorni nostri. Veltroni ha sbancato, dicono. Ma dicono anche che ad aver votato è stato un esercito di elettori virtuali che si è recato alle urne per votazioni multiple. Ci si vanta di aver “votato” per sei volte senza che nessuno se ne accorgesse. Sei voti, sei euro. E così la politica viene concimata, con la disonestà e la furbizia. Perché purtroppo, nella nostra bella Italia, ad andare avanti è sempre e solo il popolino dei furbi (immaturi)…

Abbiamo tutti una cosa in comune

Conosci, Theo, questa espressione di un poeta olandese: "Sono legato alla terra da legami più che terrestri"?
(Vincent Van Gogh)


Il pianeta su cui viviamo o, meglio, che ci ospita, è ricco di risorse, sfruttate e da sfruttare nella consapevolezza del bene reciproco.
Se solo adottassimo, tutti, uno stile di vita semplice e rispettoso, la Terra non si ribellerebbe mandandoci messaggi, sempre più espliciti, del suo disagio. Ognuno di noi può darsi da fare, trasformando piccole attenzioni quotidiane in gesti di grande effetto. Perché se impariamo a rispettare la Terra lei, a sua volta, non potrà che rispettarci.
Ho chiesto a persone a me care cosa fanno o farebbero per l’ambiente, per tutelarlo e salvaguardarlo. Ecco le risposte. Alle riflessioni, pensateci voi.

“Quando vedo tutta quella spazzatura gettata a caso, fuori dagli appositi contenitori, vorrei contattare il responsabile della nettezza urbana di zona affinché dica agli operatori di fare più attenzione o di passare più spesso. Poi, personalmente, sono molto attenta alla raccolta differenziata di carta e vetro”.
Laura, 81 anni

“Ho fatto installare allo scaldabagno un timer che, con solo tre ore al giorno di funzionalità, è in grado di riscaldare l’acqua per tutta la giornata. Ho anche l’automobile con impianto a gas”.
Walter, 48 anni

“Compro detersivi ecologici e riutilizzo sempre il retro delle fotocopie per appunti e annotazioni”.
Licia, 48 anni

“Ho deciso di utilizzare poco il Nintendo perché per ricaricarlo si consuma tantissima corrente”.
Marta, 10 anni

“Getto sempre la spazzatura negli appositi contenitori a costo di fare chilometri a piedi e, se si dovesse rompere il sacchetto, raccolgo tutto e lascio sempre pulito. Nel locale dove lavoro ho sostituito i faretti con lampade a basso consumo”.
Armando, 39 anni

“Sto sempre molto attenta al consumo eccessivo dell’elettricità e non lascio mai gli elettrodomestici in stand by”.
Livia, 44 anni

“Vivo da solo e, per risparmiare energia, eseguo un unico lavaggio in lavatrice - per capi colorati e non - con acqua fredda. Tutte le lampadine di casa sono a basso consumo”.
Piero, 49 anni

“Quando mi lavo i denti o faccio la doccia, appena mi insapono chiudo l’acqua, per poi riaprirla quando mi devo risciacquare".
Francesca Fabiana, 13 anni

“Utilizzo lo scarico dell’acqua differenziato, a seconda del... ‘bisogno’!”.
Fabio Francesco, 19 anni

“Nel mio beautycase ci sono esclusivamente prodotti vapo e, per registratori & co, utilizzo solo batterie ricaricabili”.
Lauretta, 38 anni

Bloggers Unite - Blog Action Day

domenica 14 ottobre 2007

Riflessioni...

La mia attività mi porta a stare a contatto con la gente per molte ore della giornata, cosa che ha reso possibile la raccolta di alcune considerazioni. Si tratta delle classiche “voci di corridoio”, sussurrate o dichiarate, a cui ho deciso di dedicare questo post, lasciando a chi legge spunti di riflessione.

Dura lex sed lex
“L’indulto è stato soltanto un affare per gli avvocati”.

Scopa e carretto? No, penna e blocchetto
“Sembra che, tra non molto, noi operatori ecologici potremo fare le multe… sai che divertimento?”

Italiano, il pianto ti da una mano
“Quanto costa il latte?”
“1 euro e 50 centesimi”.
“Ma che è aumentato? È un’esagerazione! Questo governo ci prende per la gola, con tutti questi aumenti sui generi prima necessità.”
(la persona in questione, esaurita la sua scorta di lamentele, esce e monta su una fiammante Porche Cayenne)

Come ti (ri)convinco l’elettore
“Giovedì 11 ore 17 tutti al Centro Anziani in occasione delle primarie. Ad ogni partecipante un panino e un bicchiere di vino”.

Confronti idioti per italiani mediocri
“Cosa mai ci importa di pochi orsi uccisi quando in Italia per aborto muoiono 130mila bambini l’anno?”

martedì 9 ottobre 2007

Un nobel (anche) italiano

Mario Renato Capecchi, classe 1937, è tra i vincitori del Nobel per la medicina. Nato a Verona, ancora bambino emigrò negli States con la madre, in cerca di riparo dai disastri della seconda guerra mondiale. Da qui iniziò una brillante carriera scolastica e professionale, ricca di riconoscimenti a livello internazionale, sfociata nell’assegnazione di quello che è considerato il premio di più alto valore che la società possa riconoscere ad uno studioso, appunto il Nobel.
Non è il caso di Capecchi, ma leggendo questa notizia è stato impossibile non pensare alle cosiddette “fughe di cervelli” che, trascurati e considerati poco o nulla, sono costretti ad allontanarsi dalla patria alla ricerca di un sito più ospitale dove esercitare (degnamente) la propria professione. Un fenomeno tutto nostrano, purtroppo. Nella classifica mondiale, l’Italia è all’ultimo posto per investimenti in ricerca e università (ma al settimo per lo shopping in armamenti). I cervelli esportati sarebbero, secondo alcune stime, 30mila l’anno, con costi di formazione degli stessi (perché li facciamo studiare - e pure bene - prima di far prendere loro il volo) intorno agli 8 miliardi di euro. In Italia restano 52mila scienziati, i peggio pagati d’Europa, gente che per passare ore e ore davanti ad un microscopio spesso prende 800 euro al mese, per tre mesi rinnovabili. Magari, i pochi fortunati sono o “figli di” o appartenenti a baronati di ben chiari colori politici (ed è molto probabile che solo un esiguo numero stia lì esclusivamente per merito). Un esempio? Lo scorso 2006 il piano finanziario ha previsto fondi pari a 60 milioni di euro per lo studio delle nanotecnologie. Un passivo pesante rispetto agli altri paesi dell'Europa avanzata, come Inghilterra e Germania che, invece, spendono circa 300 milioni l'anno. A livello mondiale, nel 2006 i finanziamenti pubblici disponibili hanno superato i 4,5 miliardi di dollari e si va oltre i 10 miliardi se si considerano anche quelli privati. Gli Stati Uniti, entro la fine del 2007, arriveranno a stanziare 1,5 miliardi di dollari.
Sono solo alcune cifre. Per riflettere.
Chiudo questo post suggerendo “Memorie di un vecchio felice - Elogio della tarda età” (Longanesi), scritto da un eccellente Piero Ottone.

venerdì 28 settembre 2007

Like a lemon

Spremuta come un limone.
E’ così che mi sento, sempre più spesso.
Amo la mia professione. Mi dà una carica emotiva incredibile. Però l’ambiente in cui la svolgo no, non è dei migliori. Un capo virtuale (donna in carriera, mille amanti e mille capricci), colleghi molto poco... colleghi (per assenteismo, per incapacità), una segretaria (apriporta, risponditelefono, consegnacorrispondenza) e la sottoscritta. Tutti sanno ma tutti fingono di non sapere. Tanto c’è la scema che risolve sempre ogni situazione, ogni contrattempo, ogni imprevisto. A volte mi stupisco anche di me stessa e dell’abilità che dimostro in situazioni di emergenza che sono più frequenti di quanto la parola “emergenza” possa lasciare intendere.
Purtroppo è l’amore per il mio lavoro che mi frega.
E’ la passione con cui scelgo la copertina e decido gli strilli (lo dovrebbe fare il direttore), elaboro il timone (lo dovrei fare con il direttore), seleziono le foto (lo dovrebbe fare chi si occupa d’immagine), assegno gli articoli ai collaboratori, condivido le mie idee con i grafici, correggo gli impianti a video (lo dovrebbe fare un correttore di bozze), revisiono i testi altrui (che, spesso e volentieri, farei prima a riscrivere) o scrivo i miei. Una passione quasi febbrile, che trasforma ogni mia creatura nel vanto di altri. Eppure ho un semplice contratto da redattore ordinario. Stessa occupazione dei colleghi che guadagnano come me lavorando molto, ma molto, meno. Di fare il famoso “salto di qualità” non se ne parla. Anzi. Si fa leva sulla mia timidezza e sulla mia difficoltà a far valere (chissà poi perché) i miei diritti e le mie capacità.
Poi dicono la meritocrazia...
Lo so, lo so... non sono né il primo, né l’ultimo caso. Faccio parte della “massa” umana di sfruttati di lusso. Dietro una scrivania, davanti ad un computer più o meno di ultima generazione (un monitor da 17 pollici non è da tutti), con due telefoni, una poltroncina ergonomica. Entri alle 8,30 e, spesso, non sai a che ora uscirai. Eppure il contratto parla di 36 ore settimanali. Con la pausa pranzo (obbligatoria) e gli straordinari (rigorosamente non retribuiti) arriviamo a 40-42 ore. E se il limone fingesse di non avere più succo?
Volevo consigliare un libro. Da oggi lo farò ad ogni post.
“Segreti di lunga vita - centinaia di modi per vivere 100 anni” (Magazzini Salani).

domenica 9 settembre 2007

Un calcio (alla legge)

E’ la passione di milioni di italiani che, dopo una settimana di duro lavoro, cercano di rilassarsi guardano le prodezze della propria squadra del cuore. Il calcio piace e avvince, non c’è dubbio. Purtroppo, però, spesso si assiste ad uno spettacolo parallelo, quello offerto da formazioni di imbecilli che, puntualmente, ogni domenica, si scagliano contro loro stessi, picchiandosi e trasformandosi in pericolo per l’incolumità delle persone che desiderano, al contrario, vedere solo dello sport. Allora si grida allo scandalo, soprattutto quando le Forze dell’ordine, facendo il proprio dovere, si trovano a contare fra le loro file diversi feriti e, a volte, qualche caduto (vedi episodi di Catania). Si fanno giocare partite a porte chiuse o lontano diversi chilometri dalle proprie città convinti di dare una lezione ai tifosi più esagitati. Si fanno collette (in denaro) per riparare il dolore di quelle famiglie dove il loro congiunto non tornerà più, c’è un continuo tam tam delle reti televisive che condannano episodi di questo genere fino… a quando?
Negli stadi italiani ora si va con più sicurezza grazie a controlli più capillari, telecamere che riprendono le varie tifoserie, biglietti nominativi, il tutto per cercare di contenere episodi di violenza gratuita.
Che dire però dei protagonisti, i calciatori? Spesso e volentieri, infatti, non accettano le decisioni del direttore di gara (un fallo troppo duro o, magari, un provvedimento non condiviso) ed assumono un comportamento antisportivo ai limiti della decenza. Può capitare anche di lasciare il campo e reagire ad un banale sfottò con gesti maneschi e assolutamente inadatti al ruolo che vestono. Di certo, in questo modo, non danno l’esempio che dovrebbero soprattutto a quei componenti più facinorosi delle tifoserie che, sentendosi “appoggiati”, si credono autorizzati a comportamenti violenti.
Come si applicano le leggi dello stato per i tifosi devono applicarsi le leggi nei confronti degli stessi calciatori.
Anche in questo caso una legge dello Stato c’è.
Si tratta della 401/1989 secondo la quale “con riferimento a turbative nello svolgimento di manifestazioni sportive” i provvedimenti vanno applicati anche “se trattasi di tesserati di federazioni sportive ed indipendentemente da ogni altro provvedimento di competenza degli organi della disciplina sportiva”.
La domanda è semplice: perché se un tifoso ne schiaffeggia un altro, provocando una rissa, vengono presi provvedimenti a seconda della gravità e delle conseguenze di tale accadimento e se invece ad assumere lo stesso comportamento è un calciatore (che magari colpisce uno stewart a bordo campo) non accade nulla?
Anche la risposta è semplice: si fanno le leggi e poi si cerca in tutti i modi di non rispettarle o di raggirale (“affidandole ad una valutazione giuridica” alla ricerca esasperata di cavilli e codicilli che la rendano inapplicabile, almeno a sentire quanto sostengono gli addetti ai lavori che, invece, dovrebbero essere preparati visto il ruolo che occupano) perché in ballo ci sono i soldi, parecchi, e si sa… il guadagno è al di sopra di tutto, anche della vita.
Le società di calcio non sono uno stato nello stato, ma ne fanno semplicemente parte. Ne sono un ingranaggio importante, non c’è dubbio, ma proprio come ogni singolo cittadino devono rispettarne le leggi.

mercoledì 5 settembre 2007

Baby (shopping) victims

Da tempo, nelle pubblicità "gastronomiche" è stato bandito ogni riferimento ai bambini. Gli spot di merendine spaccafegato, panini imbottiti pro-obesità, patatine tutt'altro che salutistiche (e via dicendo) non hanno più come target il giovane consumatore.
Nobile decisione, non c'è che dire.
Attenzione, però: chi sta dietro il potente mondo della pubblicità, di solito non resta lì ad assistere allo spettacolo. Ne vuole fare parte a qualunque costo.
Ieri ho sfogliato una rivista di moda, costume ed attualità, allegata ad un importante quotidiano nazionale.
Sommario. Pubblicità. Editoriale. Pubblicità. Breve articolo. Pubblicità. Sondaggio. Pubblicità. Intervista al vip del momento. Pubblicità.
La maggior parte delle pagine dispari (sono a destra e, per strategie di marketing, le più quotate in quanto le prima che saltano all'occhio quando si sfoglia una rivista) ospitano pubblicità con protagonisti baby modelli che, ammiccando e scimmiottando situazioni ben più grandi di loro, indossano abiti costosissimi, accessori firmati e, spesso, privi di qualsiasi senso estetico per la loro età (un paio di orecchini pendenti con piccoli brillanti o un completo di pelle non saranno cosa da tutti i giorni ma, sicuramente, sono indispensabili in un baby guardaroba...). E poi ancora cosmetici (perché laccare le labbra prima di andare a scuola significa essere più... ordinate), scarpe di ogni foggia (perché per i piedi dei bambini è ideale indossare stivali a punta), ninnoli vari (dal banale portacellulare al più insolito minicomputer portatile rigorosamente rosa confetto... indispensabili!).
Scimmiette ridicole che eseguono gli ordini degli adulti. Donne e uomini in erba che bruciano le tappe di un'infanzia mai vissuta. Insomma un universo sottosopra in cui ruotano case di moda al top, ragazzini viziati e genitori impazziti. Meglio un abitino da mille euro o un cellulare plurifunzionale? Una fotocamera multimegapixelata o il pantaloncino tuttecurve?
Che importa, basta che faccia distinguere...

martedì 4 settembre 2007

Considerazioni...

Una persona che conosco ha finto una malattia per anticipare l’assenza dal luogo di lavoro per maternità. Per caso, mi sono trovata a leggere la lettera con cui comunicava al suo capo l'evolvere della situazione. Con un pietismo ed una falsità spinti all’inverosimile la persona in questione metteva al corrente l’azienda dell'accaduto invitando i destinatari della missiva alla comprensione, sia dal punto di vista umano, sia dal punto di vista professionale: “l’esito della visita medica a cui mi sono recentemente sottoposta non è stato quello sperato; mi è stato riscontrato un disturbo che mi costringe ad anticipare la mia assenza dalla sede lavorativa e, pur sapendo di mettere in difficoltà le colleghe, vi dico in tutta sincerità che il mio pensiero, in questo momento, va altrove”. Non so per quale oscuro e viscido intento, la diretta interessata mi ha messo al corrente della situazione, di quella reale, intendo. Abitando piuttosto lontano dalla sede lavorativa e trovando ovviamente un medico compiacente, ha ideato questa messinscena per ottenere un esonero anticipato e posticipare il più possibile un auto-licenziamento già messo in conto da tempo. Prima la gravidanza (ovviamente opportunamente pianificata), poi la malattia. Il tutto per temporeggiare ancora un altro intero anno e continuare a portare a casa lo stipendio. Impossibile non provare nemmeno un brivido di rabbia. Era necessario arrivare a tanto? Calpestando l’animo di altre donne, di quelle realmente malate o che hanno difficoltà nel concepimento. Di quelle che non riescono a trovare lavoro. Di quelle che per comportarsi sempre in modo onesto, hanno pagato in prima persona. Di quelle che credono che i bambini siano frutto di amore e non di squallida pianificazione. Non è il primo caso, né sarà l’ultimo, lo so. Ma è la conferma che c’è qualcosa che non va, qualcosa di subdolo che fa inceppare il meccanismo dell’onestà. La stessa per la quale fanno scudo con il loro corpo tante persone che, negli angoli più remoti del mondo, combattono per i diritti umani.
Forse in qualche modo avrei dovuto fermarla.
Ma come? “Facendo la spia”? Invitandola a riflettere? Scrivendo lettere anonime? Non mi appartengono questi atteggiamenti estremi, la disonestà mi rende ebete. Il mio umore è stato spezzato in due. I valori in cui credo sono stati messi in discussione. Si tratta di una piccola briciola nel mare del nulla che mi ha dato la consapevolezza che non esiste giustizia umana in queste cose.

Post Scriptum
La persona di cui sopra vanta un tenore di vita medio-alto, è laureata e la famiglia di provenienza è agiata.

lunedì 3 settembre 2007

Valentino docet

Immaginate un ragazzo simpatico, brillante, sempre sorridente e disponibile. Votato alla sua carriera, serio e vero professionista. Pagine e pagine di giornali riempite con sue foto ed interviste prima, durante e dopo ogni gara. Un esempio di stile. Per la vita e per lo sport.
Ora osservate lo stesso ragazzo da un’angolazione un po’ diversa. Si tratta di una persona priva di senso civico, che escogita sempre il modo per trarre vantaggio da ogni situazione a scapito della collettività. In poche parole, uno che bada ai suoi esclusivi interessi.
Pensate che questo ragazzo vi piacerebbe ancora?
I campioni dello sport si chiedono mai quale ascendente esercitano sui loro fan, soprattutto su quelli più giovani? Eppure proprio a coloro che desidererebbero emularli lanciano spesso messaggi ambigui e privi di onestà. Ultimamente i rotocalchi si sono riempiti di altre spiacevoli verità riguardanti il mondo dello sport, quello che, per eccellenza, dovrebbe essere l’emblema dello svago e della spensieratezza. Una volta c’era il doping (autolesionista e antisportivo per eccellenza), poi è stata la volta degli squallidi complotti societari (alias calciopoli, alias “che vinca il più prepotente”), oggi c’è la frode (fiscale, naturalmente). Vi sembra possibile che un campione pluripremiato, pluripagato, pluristipendiato, uno sponsor su due gambe che mai si mostrerebbe in pubblico senza indossare almeno un cappellino, un paio di occhiali o una t-shirt griffatissimi, possa eludere uno tra i primi doveri di ogni cittadino? Parliamo di persone che guadagnano anche solo respirando, che per ogni apparizione percepiscono un cospicuo gettone di presenza e che spesso e volentieri non si muovono se non dietro accordi di tipo commerciale. Quanti anni dovrebbe lavorare un impiegato per guadagnare quello che un “campione” percepire in un mese di “lavoro”? Sono state dette e scritte tante cose, alcuni hanno ritrattato sull’onda di una falsa umiltà, i più continuano a fingere, nessuno si è realmente pentito. A noi basta declamare un semplice slogan che descrive gli assi dello sport disonesto per quello che realmente sono: Mens insana in corpore sano.

venerdì 17 agosto 2007

Sono fiero di essere italiano, mi vergogno di essere italiano

Abbiamo dominato l’Europa. Abbiamo portato conoscenza e sapere. Abbiamo creato infrastrutture, acquedotti e tutto ciò da cui ogni popolo, anche se sottomesso, potesse trarre beneficio.
Nel mare nostrum ci sono ancora porti di realizzazione romana ove attraccano navi di ogni stazza. Strutture perfette che non sono state scalfite dal tempo. Ma negli anni, anche dopo il dominio romano, abbiamo continuato a lasciare il segno nel vecchio continente (matematica, filosofia, musica sono arti che insegniamo dicendo la nostra sempre a testa alta). In seguito, anche in periodi di decadenza strutturale, la cultura made in Italy ha continuato a diffondersi: radio, nucleare e anche telefonia, in tutto il mondo, ci siamo sempre distinti.
Come mai, dunque, soprattutto in Europa ci odiano?
Spesso il termine “Italia” è considerato sinonimo di “Mandolino”, “Spaghetti”, “Pizza”, “Mafia”.
Ci odiano, ci amano ma, incredibilmente, ci copiano. Ne è un esempio la diatriba Bell-Meucci. E con essa quella di molti altri italiani rimasti sconosciuti alla storia pur avendone scritto pagine importanti. Ha vinto il più forte, ma anche il più prepotente. Negli ultimi anni le cose sono decisamente degenerate. Sulla terra è comparso il “messia”, berlusconi (mi permetto di farvi notare la voluta minuscola, che la nostra lingua esige per i “nomi comuni di cosa”) che con il suo ambiguo modo vivere, emblema stesso della sua “tv spazzatura”, ha plagiato la mente degli italiani inculcandovi l’idea di poter vivere al di sopra delle proprie possibilità. Per i giovani, invece, ha creato falsi miti e falso benessere: veline (leggi “prostitute di lusso”), i vari Calissano dediti più a far uno di stupefacenti che a recitare, i vari Lapo che si permettono persino di fare i moralisti dopo aver “degustato” più droga loro che Maradona nei giorni migliori. Pensate ad un vip (ma anche ad un politico con tanto di scorta a seguito o ad un deputato in compagnia di gentili donnine in una suite al centro della capitale), preso con svariati grammi di cocaina in tasca. Che fa la giustizia? Lo grazia solo perché membro di un’importante famiglia di industriali, gli augura di tornare presto e, più tardi, lo eleva persino ad esempio. Esempio per chi? Se fossi stato io, Armandrex, preso con gli stessi grammi in tasca, avrebbero agito allo stesso modo? E dopo mi avrebbero fatto fare la morale sulla rete di Emilio Fede? Sarei, senza ombra di dubbio, ancora in carcere (in attesa di un improbabile indulto) o, se fuori, non avrei sicuramente né un lavoro né l’opportunità di fare della morale gratuita…
Ci rendiamo conto, dunque, che degli italiani del XXI secolo resteranno soprattutto storie di sanguisughe ed arrivisti condite da squallidi gossip?
Non è facile guardarsi indietro ed avere la consapevolezza che personaggi del calibro di Pertini, Mussolini, Garibaldi, Marconi, Mazzini, Galilei (e di tanti altri che, come loro, hanno profondamente desiderato la costruzione della nostra amata patria) rappresentano icone sbiadite di un passato purtroppo lontano.

lunedì 30 luglio 2007

Il Paese dei controsensi

Dicono che si può andare al ristorante ed essere avvelenati.
Secondo il ministro Turco si dovrebbero etichettare le bevande (alcoliche), come si fa con le sigarette, dichiarandole “dannose per la salute e responsabili di assuefazione”. Ci chiediamo: e le emissioni delle polveri sottili quale danno arrecano? Quotidianamente ne siamo sottoposti e, forse, già assuefatti…
Una legge c’era. Una legge giusta, che vietava la diffusione di alcolici nelle ore notturne. But… no alcol? No money…
E allora, quando la vendita degli alcolici non dà riscontro alle entrate al fisco, si può fare di tutto. Come accadde nel governo precedente, quando come di incanto, fu abolita forse la sola legge sensata a favore dei giovani, e da quel momento è iniziata la vera mattanza con le stragi del venerdì e del sabato sera.
E cosa accadrà ora? Basta un’etichetta a fermare gli incidenti e il sangue sulle strade del weekend? Forse si arriverà a intimidire i gestori e i proprietari dei locali persino di non vendere la suddetta merce (magari minacciando il ritiro della licenza e ammende da capogiro) facendo passare gli stessi per colpevoli “indiretti” in caso di incidente con eventuali vittime? Si arriverà a chiedere, anzi ordinare, di non vendere questa categoria di prodotti, guadagnando il giusto, con le tasse che prendono per il collo (vedere lo studio di settore) e lasciano con un futuro incerto? Quando i governanti di destra e di sinistra non rinunciano a nulla e si aumentano lo stipendio alla faccia del popolo, ignaro, che fatica ad arrivare alla fine del mese? Senza parlare dei “vantaggi” e degli “scivoli” di cui usufruiscono… Ora ci stanno illudendo con la riduzione dei cosiddetti “costi della politica”… se così davvero sarà allora l’Italia subirà un’ascesa economica in pochi mesi!! Ci aspettiamo dati concreti e non fiumi di parole…
Concludendo: il ministro in questione può interessarsi di problematiche del genere (potrebbe rimandarle al prefetto delle amministrazioni locali) quando la nostra amata PATRIA ha ben altri gravi casi da risolvere? Non dimentichiamoci che per la “vecchia Europa” eravamo modello di civiltà e cultura. In questo secolo invece siamo un popolo di sole veline, truffatori e sanguisughe mal sopportati dal resto (onesto) della comunità. Quindi noi tutti chiediamo al ministro di cui sopra (ma anche agli altri…) di darsi da fare veramente, visto lo stipendio dorato percepito alla faccia della comunità.