venerdì 7 dicembre 2007

“Un semplice monaco buddista”

Così si definisce Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama. Capo temporale e spirituale del popolo tibetano è sopratutto un uomo profondamente carismatico, il cui ricordo - a detta di chi ha avuto l’opportunità di ascoltarlo ed incontrarlo - si fissa nell’animo in modo indelebile. Premio Nobel per la Pace nel 1989, il Dalai Lama ha un’agenda ricca di appuntamenti divisi tra conferenze, seminari, “iniziazioni” ed insegnamenti organizzati in incontri spesso aperti al pubblico e ai media. Sono davvero pochi i luoghi della terra che non hanno ancora conosciuto il suo carisma ed ospitato la saggezza delle sue parole, ricche di potenza, una potenza che è nella forza interiore, nel credo sincero del rispetto del prossimo, nell’idea che la pace sia l’unico mezzo in grado di rendere stabile l’equilibrio fra le cose.
Peccato che la sua visita in Italia stia passando in secondo piano. Volutamente trascurata dalle nostre autorità (spirituali e temporali) che hanno persino più o meno ritrattato sulla disponibilità di un incontro, la presenza del Dalai Lama non è rimasta però indifferente a quanti amano la cultura e la conoscenza. E non mi riferisco ai soli seguaci o simpatizzanti della pratica buddista ma a quel ben più ampio ventaglio di persone, a cui mi sento di appartenere, che desiderano aprire la propria mente all'universo del sapere, dell'autenticità della nozione, semplificata e resa pura da tutti quei dettami a cui oggi è sempre più sottomessa.
Snobbando la sua permanenza in Italia, i signori governanti hanno ammesso una sottomissione priva di significato. Hanno accettato la violenza, l'ignoranza, la mancanza di rispetto e di dialogo. A prescindere se si condividesse o meno un'opinione, un punto di vista. Lo hanno fatto a priori. Ed è la cosa peggiore che potesse accadere.

Post Scriptum
E quasi naturale che io suggerisca “La via dell'amore. Aprire il cuore e la mente per raggiungere la saggezza e l'iiluminazione” (Mondadori), scritto proprio dall'attuale Dalai Lama

8 commenti:

Paolo ha detto...

Ha pienamente ragione Piero Ostellino: la ritirata, o meglio la fuga a gambe levate delle autorità italiane, a tutti i livelli, che rifiutano di incontrare in forma ufficiale il Dalai Lama, più che un espediente diplomatico è l'abdicazione a un principio morale in nome di una malintesa ragion di Stato.
Purtroppo la politica estera è anche questo...

Romano ha detto...

Infatti..credo che il Dalai Lama non rappresenti un problema religioso ma politico e di fronte a tali responsabilità la gente preferisce scappare piuttosto che prendere posizione.

Il coraggio non è da tutti.

Ciao

Anonimo ha detto...

Ha dato fastidio anche a me la notizia. (poi invece ci inchiniamo davanti al passaggio di Clooney, o chiudiamo un intero paese per celebrare le nozze di Cruise!) ...

Lorenzo ha detto...

Se fossi stato a Milano sarei sicuramente andato ad ascoltare il Dalai Lama. Avrei voluto vederlo in faccia e sentire qualche sua conferenza. Credo che sia davvero una grande fortuna incontrarlo di persona.

Giovanna Alborino ha detto...

conoscevo gia' la notizia, non c'era da meravigliarsi, con i politici che ci ritroviamo!
un abbraccio

Silvio Irio ha detto...

E' davvero una politica di basso profilo la nostra....
per quanto mi riguarda anche io se avessi avuto la possibilità sarei andato ad ascoltarlo!!
P.S. Volevo invitarti a partecipare ad un piccolo sondaggio sul mio blog...ne sarei felice!
Ogni settimana ne farò uno!
A presto Silvio

Irene ha detto...

conosco la notizia e credimi, non mi meraviglio più di nulla (e aggiungo un grande purtroppo) del comportamento della nostra classe politica. E' puramente un problema politico infatti e non religioso e le nostre care autorità hanno preferito "evitare" problemi in nome di che cosa poi... wow che politici di ferro super coraggiosi e coerenti che abbiamo. ciao

Caramon ha detto...

anche io se fossi stato lì sarei andato ad ascoltarlo..secondo me il dalai lama è un esempio di saggezza e umiltà..altro che certe persone qui in italia..
ciao e buona domenica!