Era tempo che volevamo crearci un blog, incredibile opportunità per raccogliere (e ordinare) le idee, condividendole (più o meno!) con gli altri. Ma è accaduto qualcosa, ieri sera, che ci ha dato l'input per iniziare l'avventura...
E' stato l'aver ascoltato, attentamente, il Tg 1 delle 20...
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giovedì 23 ottobre 2008
Berlusconi IV dixit...
Raga' (scusate lo slang romanesco) ma io continuo a non avere parole per questo signore... arrivo un po' tardi e non sono l'unica ad aver pubblicato questo video come post, ma è impossibile rimanerne indifferenti e insensibili!
Post Scriptum
E, per rimanere in argomento, ecco bel bello un discreto libricino: "Cara Bombo... Berlusconi spiegato a mia figlia" (Marsilio) di un ironico Angelo Mellone, epistolario di "un'intellettuale di destra in stato confusionale" che tenta di spiegare alla figlia gli "eccessi di onnipotenza" e i "colpi di genio" del ben noto Cavaliere.
venerdì 19 settembre 2008
Urlo: variazione sul tema...
L'urlo, o anche Il grido, è una celebre opera del pittore norvegese Edvard Munch.
Basta osservarlo, pur di sfuggita e senza particolare curiosità, per rimanerne emotivamente coinvolti.
Non so se si sia ispirato a questo dipinto Ashkan Sahihi, a detta dei più uno dei fotografi più talentuosi dell'ultima generazione presente in numerose gallerie internazionali. Una delle sezioni più note dell'artista iraniano, si intitola "Scream" ed è una straordinaria selezione di... urlatori. Le istantanee ritraggono un gesto intimo, in grado di indagare sullo stato dei sentimenti dei protagonisti. Urlare è un'azione versatile. E' ironia, disperazione, rabbia, felicità, sfogo: un caleidoscopio di sensazioni e di inquadrature che possono dire molto di una persona.
Una domanda, poi, "nasce spontanea": per voi "urlare" cosa rappresenta?
Post Scriptum: il sito di Ashkan è questo... anche a chi non ha particolare passione per la fotografia (e io non ne ho...), suggerirei un salto da quelle parti.
Basta osservarlo, pur di sfuggita e senza particolare curiosità, per rimanerne emotivamente coinvolti.
Non so se si sia ispirato a questo dipinto Ashkan Sahihi, a detta dei più uno dei fotografi più talentuosi dell'ultima generazione presente in numerose gallerie internazionali. Una delle sezioni più note dell'artista iraniano, si intitola "Scream" ed è una straordinaria selezione di... urlatori. Le istantanee ritraggono un gesto intimo, in grado di indagare sullo stato dei sentimenti dei protagonisti. Urlare è un'azione versatile. E' ironia, disperazione, rabbia, felicità, sfogo: un caleidoscopio di sensazioni e di inquadrature che possono dire molto di una persona.
Una domanda, poi, "nasce spontanea": per voi "urlare" cosa rappresenta?
Post Scriptum: il sito di Ashkan è questo... anche a chi non ha particolare passione per la fotografia (e io non ne ho...), suggerirei un salto da quelle parti.
venerdì 5 settembre 2008
Leggere, leggere, leggere
Adoro sfogliare i libri e soffermarmi sull'andamento dei vocaboli che si susseguono, uno dopo l'altro, in armonie dalla magia contagiosa. Lo stile mi appaga più del contenuto che, spesso e volentieri, tendo a dimenticare a vantaggio di un aggettivo imprevedibile o di un inciso sorprendente. Per me è un rito: musica e lettura... in qualunque posto, tranquillo o caotico che sia, è l'unico modo che conosco per allontanare la mia mente dalla quotidianità. E condurla in viaggi lessicali al limite del reale.
E' con questo spirito che vorrei parlarvi della "poesia dorsale".
Copio testualmente dal sito istituzionale di questa fantasiosa forma d'arte (a cui in ogni caso vi rimando per capire meglio di cosa si tratta):
"Mettere dei libri uno sopra l'altro in modo che i titoli si concatenino fino a formare dei versi. Questo è fare “poesia dorsale”. Inoltre la poesia dorsale è nata da uno spunto visivo e perciò va scattata una foto, subito, alla prima versione convincente, che poi resta l'unica e sola testimone della propria creazione".
In pratica, curiosando tra gli scaffali di casa, in biblioteca o in libreria, si deve letteralmente "impilare" uno sull'altro tanti libri, fino a dar vita alla propria composizione poetica: ad entrare in gioco la casualità, la "magia" di un accostamento imprevisto, la sensibilità di ognuno e la capacità di far nascere nuovi significati dall'incontro di realtà diverse... E' possibile giocare con la punteggiatura, ma non è consentito aggiungere o "legare" i titoli con articoli, congiunzioni e preposizioni che non siano già presenti nei dorsi. Chi si sente di dare vita alla "propria" poesia dorsale? Una sfida coraggiosa, non c'è che dire...
E poi vorrei parlarvi di un "circolo letterario" dei nostri tempi. Non so se conoscete Anobii ma, vi garantisco, una volta registrati si apre un mondo inaspettato che unisce un numero incredibile di persone sotto la comune egida dell'amore per la lettura. E' possibile creare la propria libreria, parlare e commentare su titoli di ogni genere e autori di ogni tempo e luogo e, naturalmente avere uno scambio di opinioni... definirlo - come qualcuno ha fatto - un "social network" è decisamente riduttivo.
Regalatevi un po' di tempo per voi per farci un salto e ditemi che ne pensate...
E' con questo spirito che vorrei parlarvi della "poesia dorsale".
Copio testualmente dal sito istituzionale di questa fantasiosa forma d'arte (a cui in ogni caso vi rimando per capire meglio di cosa si tratta):
"Mettere dei libri uno sopra l'altro in modo che i titoli si concatenino fino a formare dei versi. Questo è fare “poesia dorsale”. Inoltre la poesia dorsale è nata da uno spunto visivo e perciò va scattata una foto, subito, alla prima versione convincente, che poi resta l'unica e sola testimone della propria creazione".
In pratica, curiosando tra gli scaffali di casa, in biblioteca o in libreria, si deve letteralmente "impilare" uno sull'altro tanti libri, fino a dar vita alla propria composizione poetica: ad entrare in gioco la casualità, la "magia" di un accostamento imprevisto, la sensibilità di ognuno e la capacità di far nascere nuovi significati dall'incontro di realtà diverse... E' possibile giocare con la punteggiatura, ma non è consentito aggiungere o "legare" i titoli con articoli, congiunzioni e preposizioni che non siano già presenti nei dorsi. Chi si sente di dare vita alla "propria" poesia dorsale? Una sfida coraggiosa, non c'è che dire...
E poi vorrei parlarvi di un "circolo letterario" dei nostri tempi. Non so se conoscete Anobii ma, vi garantisco, una volta registrati si apre un mondo inaspettato che unisce un numero incredibile di persone sotto la comune egida dell'amore per la lettura. E' possibile creare la propria libreria, parlare e commentare su titoli di ogni genere e autori di ogni tempo e luogo e, naturalmente avere uno scambio di opinioni... definirlo - come qualcuno ha fatto - un "social network" è decisamente riduttivo.
Regalatevi un po' di tempo per voi per farci un salto e ditemi che ne pensate...
venerdì 23 maggio 2008
Cose di casa nostra...
Afef Jnifen, tra gli ospiti al Festival di Cannes, ha attaccato fermamente "Gomorra", il film di Matteo Garrone tratto dal libro di Roberto Saviano. Riferendosi anche al “Divo”, pellicola di Paolo Sorrentino sulla figura di Giulio Andreotti, la ex modella tunisina ha polemizzato sull’opportunità di presentare alla Croisette opere che mostrino solo i lati più negativi del nostro paese. “I panni sporchi si lavano in casa - ha sottolineato la moglie di Marco Tronchetti Provera - con film come questi si mostra all’estero un’immagine negativa. L’Italia non è solo criminalità e corruzione”.
Come dire: alla camorra ci pensi l'Italia. No anzi, ci pensi la Regione Campania. No meglio, ci pensi direttamente solo Napoli...
Che bell'esempio di civiltà, Signora Afef, complimenti!
Post Scriptum
E' proprio giunto il momento di leggerlo, questo "Gomorra". So di dover affrontare una letteratura dal duro realismo e, quindi, lontana dal mio desiderio di "evasione", ma credo sia un doveroso tributo che mi sento di dare al suo coraggioso scrittore.
Come dire: alla camorra ci pensi l'Italia. No anzi, ci pensi la Regione Campania. No meglio, ci pensi direttamente solo Napoli...
Che bell'esempio di civiltà, Signora Afef, complimenti!
Post Scriptum
E' proprio giunto il momento di leggerlo, questo "Gomorra". So di dover affrontare una letteratura dal duro realismo e, quindi, lontana dal mio desiderio di "evasione", ma credo sia un doveroso tributo che mi sento di dare al suo coraggioso scrittore.
giovedì 3 gennaio 2008
Lezioni di stile
Quando trovo / in questo mio silenzio / una parola / scavata è nella mia vita / come un abisso.(Giuseppe Ungaretti)
La redazione “Kulturaustausch”, rivista tedesca che si occupa - come sottolinea il suo stesso nome - di “scambio di culture”, ha organizzato una simpatica competizione tra le parole provenienti da tutto il mondo, con l'obiettivo di eleggere, alla fine del 2007, quella più bella, etimologiamente e, perché no, morfologicamente. Centinaia i termini inviati da un totale di 58 paesi di ogni continente.
Medaglia d'oro alla turca “yakamoz” (in italiano, “il riflesso della luna sull’acqua”)che ha battuto in sequenza la cinese “hu lu” (“dormire respirando profondamente”), il termine della lingua africana Baganda “volongoto” (“caotico”), quello norvegese “Oppholdsvaer” (la luce del giorno dopo la pioggia”), il termine “Madala” del popolo africano Hausa (“grazie a Dio”), la brasiliana “saudade” (“nostalgia”), e l’ucraina “Perekotipole” (“il corridore del deserto”). Molto indietro le espressioni italiane tra le quali è stata eletta a simbolo del nostro idioma la parola “iella” finita, quando si dice il destino, al diciassettesimo posto.
Anch’io ho delle parole preferite. E tra queste non rientra affatto iella non tanto per il suo significato, che devo ammettere può di certo influenzare, ma per il suo impatto estetico, banale e poco sonoro.
Abbiamo molte onomatopee, tanti termini poetici, numerosi lemmi veramente identeficativi della nostra bella lingua italiana.
Applauso, sciabordio, onda, fantasia, meraviglia, passione...
E a voi, quale parola piace?
venerdì 23 novembre 2007
50 anni (e non li dimostra)
23 novembre 1957: Giangiacomo Feltrinelli Editore, allora agli esordi, in una timida anteprima mondiale manda in stampa Il dottor Živago, capolavoro di Boris Pasternak, scrittore e poeta sovietico. Un evento epocale che consentì al manoscritto di sottrarsi al gelo ufficiale dell’allora Urss trasformando un melodramma appassionato (quello tra Lara e Yurij) ed un realistico affresco sugli eventi sanguinosi e drammatici della Russia accesa dalla rivoluzione e dalla guerra civile, nel romanzo tra i più amati di ogni tempo. Sviluppando in un grandioso impianto narrativo il tema della fragilità dell'individuo e quello della solitudine dell'intellettuale travolta dall'oscura violenza della storia, Il dottor Živago fu però boicottato dal regime, che vietò all’autore persino di ritirare il prestigioso Nobel che la critica occidentale gli aveva entusiasticamente attribuito, minacciandolo persino di espulsione.23 novembre 2007: La Feltrinelli, ora casa editrice dalle molteplici anime, ha deciso di ricordare quel vincente esordio pubblicando una nuova edizione (con allegato dvd) del libro che nel tempo è stato tradotto in ventinove lingue, sponsorizzando una mostra (a Milano fino al 4 gennaio 2008), un convegno internazionale e una serie di reading che si stanno tenendo in questi giorni a Milano, Firenze e Roma.
Ho un affetto particolare per questo romanzo e per tutta l'opera di Pasternak a cui mi legano gli anni universitari e a cui mi sento vicina per spessore umano e sensibilità. Adoro le letture che coinvolgono la mia anima, che mi astraggono dalla quotidianità, che mi aprono le porte dell'universo intellettuale... mi soffermo sulla scelta degli aggettivi e sulle sequenze verbali, respiro l'odore dell'inchiostro e ascolto il frusciare della pagina che gira, la lettura per me è cibo prezioso.
E voi, quali autori preferite?
martedì 23 ottobre 2007
Golosità extralusso
Per mangiarla bisogna pagare 8mila Euro. Sì, proprio 8mila. E' il prezzo record di una pizza ideata da un giovane cuoco di Agropoli (e poi dicono il made in Italy...) che ha battezzato la sua creazione "Louis XIII". A far lievitare (oltre che la pizza), il costo sono gli ingredienti, rigorosamente scelti e di primissima qualità. Si va dal caviale nelle sue tre più pregiate selezioni, all'aragosta Palinurus Elephas, dai gamberoni rossi di Acciaroli al cognac Louis XIII Remy Martin. Nulla si rifiuta ai palati esigenti... E a voi che pizza piace?Post Scriptum
Visto che oggi sono di tematica culinaria, consiglio il pratico (anche se voluminoso) "Mangiare sano" edito da Tecniche Nuove.
lunedì 22 ottobre 2007
HarryPottermania
Dopo il giallo sul finale dell'ultimo volume delle avventure di Harry Potter (da noi atteso, come da sei anni ormai, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio), per i fan della saga del maghetto più famoso del secolo arriva un'altra rivelazione: uno dei personaggi-chiave, il preside della scuola di Hogwarts, tal Albus Silente, è omosessuale. A fugare ogni dubbio è stata l'autrice stessa, J.K. Rowling, in occasione di un recente incontro con i suoi fan, nella suggestiva cornice della Carnegie Hall di New York. Sembra che molti appassionati avessero già ampiamente sospettato le preferenze sessuali di Silente, ma ora è venuto il momento della conferma ufficiale.
Saggio, eccentrico ed ironico al momento giusto, da giovane il preside di Hogwarts si era invaghito di quello che più tardi era destinato a diventare il suo rivale, il fascinoso Gellert Grindelwald, simbolo - al pari di Lord Voldemort, altro protagonista della saga - del lato oscuro e negativo della magia.
Non so a voi, ma a me dare conferma sulle preferenze sessuali di Silente a dieci anni dalla pubblicazione di "Harry Potter e la pietra filosofale", è sembrata una gran bella forzatura...
Post Scriptum
Agli appassionati di Harry (e del quiz ad ogni costo), consiglio il curiosissimo "Harry Potter a test" (Alpha Test).
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